CAPIRE LE TENDE. IN GENERALE
Premessa:
Le tende sono il nostro business principale, il nostro lavoro primario, la nostra specialità.
Delle tende ci permettiamo di scriverne i commenti in quanto siamo praticamente artigiani travestiti da commercianti. In un negozio che fornisce sia per fare da sé, con tradizionale vendita al banco o con il nostro accurato e molto richiesto servizio di confezione e posa. Da molti anni questo servizio è curato e diretto personalmente da chi scrive, dal primo contatto, al rilievo, al progetto fino alla consegna e posa.
La realizzazione degli scorritenda, le indicazioni di confezione ed in particolare la posa in opera diretta, ci consentono di testare immediatamente la riuscita pratica ed estetica, correggendo, migliorando, fino ad ottenere il prodotto perfetto.
Ecco perchè possiamo cercare di farvi Capire le tende. Sempre che vi piaccia leggere.
Altrimenti potete "tagliare corto" andando alla sezione Vedere. Potrete Capire dopo..
CHE TENDA SEI?
Tutto è relativo a quello che si vuole ottenere. Ci sono argomenti soggettivi indiscutibili e molti oggettivi che possono aiutare a capire quale tenda è adatta allo scopo.
Stiamo parlando di "modello di tenda". Ovviamente nel prodotto finito molto può cambiare a seconda del materiale utilizzato.
• La soluzione più economica in assoluto?
Tenda già fatta in busta, più bastone tirato giù dallo scaffale. Misure? Più o meno quello che c'è…
La tendina a vetro a metraggio, la morbida semplice a telo unico realizzata con tessuti a "filiera corta". Nella sezione "il senso di questo sito" capirete cosa significa.
• La più costosa?
La doppia o tripla tenda. La rullo di Design. La ricamata a mano su misura. La motorizzata, anche se non sempre.
• Quella che arreda di più, che da più "calore"?
La tenda morbida arricciata semplice o doppia, la tenda colorata o con trame e lavorazioni evidenti. La tenda ricamata a mano.
• Quale è più facile da smontare e lavare?La tendina a vetro, la tenda a pannello, la morbida senza meccanismo a corde, la tenda morbida ad onde.
• Quale è la più pratica?
La tenda morbida a strappo, senza movimento a corde.
• Quale è sempre la più "ordinata"?
La tenda a rullo, la tenda morbida con movimento a corde. La tenda a pacchetto steccata.
• Quale è più antipatica da smontare per il lavaggio?
La tenda a pacchetto.
• Quale ingombra di meno e lascia vedere meglio l'esterno?
La tenda a pacchetto, la tenda a rullo.
• Quale decora senza coprire?
Le tenda con le sole calate laterali in tessuto.
• Quale è praticamente impossibile lavare in lavatrice?
Il telo di quasi tutte le tende a rullo. La veneziana in legno o metallo. La plissé.
• Quale è difficile da lavare in acqua, ma non impossibile?
La tenda a rullo con cerniera, la tenda plissé, la veneziana in alluminio.
• Quale si può pulire senza rimuoverla?
La tenda a rullo e la tenda verticale ma solo in tessuto Screen o Aquaclean. La tenda plissé, la veneziana in legno. Tutte solo spolverando, aspirando o con panno umido. Poi dopo qualche anno… si cambiano.
• Quale è il modello che in genere dura di più?
La tenda morbida. Tesa o arricciata che sia.
• Quale è da evitare con Gatti?
La tenda morbida fino a pavimento. E se si arrampicano non c'è nulla che tenga. Tranne Veneziane in alluminio e legno.
• Quale è la tenda più bella?
Quella che risponde alle tue esigenze: decorare, funzionare, costare…
Se ci interpelli e giochiamo a carte scoperte, potremmo trovare rapidamente la soluzione.
Capire le Tende
Indipendentemente dal MODELLO ogni tenda assemblata è un insieme di materiali e lavorazioni:
Il supporto di semplice sostegno o di scorrimento, il materiale di schermatura tessile o tecnico, la confezione e il metodo di posa in opera.
È necessario che chi vuol capire assimili questi termini e concetti che useremo in questo sito. Può sembrare banale ma spesso confondono:
-SISTEMA: il supporto della tenda. Che sia una semplice bacchetta o un insieme di scorritenda poi corredati da supporti di ulteriori elementi decorativi, come drappi o fasce in metallo o stoffa.
Vedremo poi i molti sistemi esistenti nella sezione: Scorritenda
-LARGHEZZA: Guardando la tenda di fronte, corrisponde alla dimensione da sinistra a destra. Può essere: "Larghezza Telo" ovvero del solo tessuto, oppure "Larghezza Finita" ovvero di tutto il sistema compreso di sporgenze laterali del sistema, esclusi terminali decorativi.
La differenza tra le due "larghezza" è sostanziale! specialmente in alcuni modelli dove si deve calcolare una copertura precisa del tessuto in tendaggi assemblati che hanno necessariamente supporti eccedenti la misura dello stesso. Come ad esempio le tende a rullo. Mentre ad esmpio nelle tende a pacchetto senza decorazioni superiori, la larghezza Finita e del sistema corrispondono.
-ALTEZZA: è la dimensione alto basso della tenda finita comprensiva di sistema ed escluse eventuali abbondanze estetiche. Come quando si desidera che la tenda abbondi o sia distante dal pavimento.
Da non confondere con la "Altezza" dei Tessuti.
-FISSAGGIO: Ovvero la soluzione scelta od obbligata, per l'installazione della tenda.
Può essere:
- A Soffitto: Che sia di muratura o cartongesso con i dovuti accessori.
- A Parete: Quando si deve stare più bassi del soffitto. Ad esempio nelle mansarde, con soffitti inclinati o con travi perpendicolari alla parete. Per rispettare una cornice decorativa. Oppure semplicemente per proprio gusto.
- A Battente o a Vetro: Si intende comunemente per le tende che si fissano sulla cornice dell'anta (mobile o fissa) del serramento. Non sul vetro.
- Interno- Vetro: Si intende quando si realizza una tenda della stessa dimensione del vetro fissandola in vari modi: adesivi sul vetro, con sistemi a molla o con viti sui ferma-vetro ortogonali, piatti, bombati o inclinati che siano. Attenzione queste tende non sono (per noi tendaggisti) le tende che realizzano i serramentisti tra i due vetri.
-PUNTO ATTACCO: nel fissaggio a parete corrisponde al punto in cui posizionare i supporti del bastone con anelli o del sistema scorritenda. Come se ci fosse un soffitto immaginario. Seguendo il punto attacco stabilito, la tenda progettata e confezionata da noi risulterà perfetta!
-PROFONDITA': è la sporgenza del sistema rispetto alla parete. Specialmente nei fissaggi a parete è fondamentale sia ben progettata per distanziare la tenda da ingombri come cassonetti della tapparella, caloriferi e molto spesso maniglie o maniglioni dei serramenti.
In sostanza larghezza, altezza (fisica) e profondità sono assimilabili alle dimensioni di un divano visto da davanti. Sembra una sciocchezza ma molti clienti ci chiedono la tenda Lunga x metri! No. È larga ed alta x metri.
-ALTEZZA DEL TESSUTO. Importante è capire cosa significa.
Potreste andare su Wikipedia e trovare tutto; ma vorremmo spiegarlo in modo semplice, partendo dalla creazione di un tessuto basico come la Tela che è un intreccio (Armatura in termine tessile) di fili semplice. Uno su e uno giù.
Ma se non avete voglia di smazzarvi a "capire", proseguite alla voce: RICCHEZZA della Tenda
Il tessuto per tende o tappezzeria è prodotto da macchine che dai tempi di Penelope (quella di Ulisse non la Cruz) funzionano con lo stesso principio: l'intreccio ortogonale (a 90°) tra dei fili di Ordito e di Trama.
Il telaio "comincia" con un grande rullo (subbio) sul quale vengono arrotolati paralleli dei lunghi fili che formano l'ordito.
Il telaio ha almeno due Licci verticali e paralleli. Sono degli oggetti che assomigliano ad un pettine come quelli dei capelli (per chi scrive ricordi lontani). I Licci sono leggermente sfalsati tra loro; in modo che i denti dell'uno non siano di fronte a quelli dell'altro. Come se a mani giunte apriste le dita alternandole l'una non di fronte all'altra.
Ogni Liccio ha i denti (ogni dita della mano…) con al centro un occhiolo (un foro come la cruna di un ago ma al centro del dente) nel quale vengono infilati alternati I fili di ordito. Il filo 1-3-5-7- … nel pettine (mano sinistra) A. I fili 2-4-6-8-… nel pettine (mano destra) B.
I fili di ordito dopo essere passati nei pettini vengono agganciati ad un rullo alla fine del telaio.
Il telaio (pur non essendo un comico) fa le Battute! Ad ogni battuta uno dei due Licci alza la prima serie di fili mentre il secondo si abbassa creando uno spazio per l'inserimento del filo perpendicolare all'ordito, chiamato Trama.
La trama è arrotolata su di un Fuso inserito in una "navetta" sparata al lato opposto del telaio. Il telaio è dotato di un vero Pettine nelquale passano affiancati tutti i fili di ordito. Quando la trama arriva dall'altra parte del telaio questo batte la trama sulla precedente, in modo da compattare il tessuto. Completando la battuta. Immediatamente dopo il Telaio effettua un movimento opposto, per un successivo inserimento della trama ed una successiva battuta del pettine.
Ogni due battute si forma un pezzettino del tessuto finito che è lungo (lunghezza della pezza) quanto si vuole a seconda della capacità del subbio o la volontà di chi produce, ed ha i bordi (ovvero le "Cimosse") distanti tra loro quanto è larga la macchina. La larghezza della macchina è chiamata "altezza del telaio". Di conseguenza la larghezza del rotolo del tessuto è chiamata: Altezza del tessuto.
Ad ogni battuta del telaio il rullo finale fa un movimento e "tira" il tessuto, avvolgendolo e creando la pezza finita.
ABBIAMO SEMPLIFICATO MOLTISSIMO ED USATO TERMINI PER COMUNI MORTALI!
Preghiamo colleghi e critici di astenersi dal… grazie.
-USO DEL TESSUTO
FACCIAMOLA SEMPLICE. Ed anche dissacrante!
Avete presente due rotoli di carta domestica? Uno "stretto e lungo" di carta igienica ed uno simile ma decisamente più largo, tipo carta assorbente per cucina? Sì? Ok. Ma immaginiamoli senza strappi. Quelli li farà il tappezziere…


il rotolo stretto ha una larghezza (distanza tra i bordi) direi piccola, bassa. Se fosse un tessuto si direbbe che ha una Altezza Bassa.
Il rotolo di carta per pulizia l'ha decisamente maggiore. Se fosse un tessuto si direbbe in Grande Altezza.
Le altezze del tessuto variano dai 45/ 50 cm (ad esempio per i tessuti per sdraio) ai più comuni 135/145 centimetri per i tessuti più consistenti e pesanti da tappezzeria, fino alle "grandi altezze" in genere di peso inferiore, dai 260 ai 340 centimetri utilizzate per tendaggi, grandi coperture e molto altro.
Come si usano le altezze? Tornando ai rotoli di carta, Il piccolo lo teniamo con i bordi perpendicolari al pavimento come nei porta rotoli da bagno, mentre il grande lo mettiamo girato con i bordi paralleli al tavolo/pavimento. Come sui porta-Scottex verticali da cucina.
Ci sono alcuni tessuti bassi per tappezzeria di imbottiti, che nascono per essere usati "di traverso" (con le cimosse alto basso) come a volte quelli alti. Vengono chiamati Rail Roaded. Scorrono come i binari del treno.
Quando sui tessuti c'è un disegno, un motivo, immaginiamo che ci siano tante "frecce" continue una dietro l'altra, e rivolte dalla stassa parte. Queste ne indicano il verso di utilizzo.


Traduciamo l'uso di questi "rotoli" nel nostro campo
Nella tappezzeria "classica" di divani e imbottiti in genere si usano tessuti "bassi" con disegni a rapporti verticali (ripetuti lungo la lunghezza della pezza) e rapporti orizzontali pari al numero di volte in cui il disegno si ripete nella altezza della pezza. Per capire, le righe hanno solo rapporto orizzonatale. Con maestria e calcolo si tagliano i vari "tagli" detti "altezze" (non altezza) della lunghezza desiderata rispettando i "rapporti" di disegno. Per poi affiancarli nella lavorazione "giuntandoli" sempre con maestria. Facendo continuare perfettamente il disegno in orizzontale (mantenendo ad esempio le righe di pari larghezza) ed ovviamente anche in verticale. Questo è più complesso rispetto ad utilizzare tessuti in tinta unita. Richiede tempo e abilità nella cucitura.
Apparentemente sembrerebbe molto più facile utilizzare tessuti in tinta unita; ma non è del tutto vero! Sì, si risparmia sui tempi di taglio e cucito, sulla quantità di tessuto non dovendo tagliare seguendo il rapporto di disegno e si possono utilizzare avanzi dai tagli principali per le parti non a vista. Ma dato che Il tessuto ha sempre e comunque un "verso" che andrebbe rispettato, chi lavora bene (e non in economia estrema come certi presunti "Artigiani della Qualità") utilizza materiali, tempo e ingegno quanto servono, per fare le cose ben fatte.
Nei Tendaggi (questo è importante capirlo) quando "l'altezza tessile" (del rotolo di carta…) è sufficiente a coprire l'altezza della tenda finita compreso orlo superiore e inferiore, si consuma il tessuto per la "ricchezza" della tenda. Ovvero la larghezza del sistema più quanto si vuole abbondare, più quanto serve per gli orli laterali, utilizzando appunto l'altezza tessile da soffitto a pavimento.
Si va bene colleghi, lo so!!! Non è sempre così! L'altezza è girabile… la si usa come meglio si può… i tagli per tende tese sono più precisi girando le cimosse … le microfibre di oggi sono leggere ma vengono definite pesanti… Ma abbiate pietà! sto cercando di far capire ai comuni mortali … Ed anche come non farsi "infinocchiare" con metri e metri di tessuto…
RICCHEZZA DELLA TENDA.
È la quantità di tessuto che si utilizza in orizzontale, per ottenere l'effetto desiderato nelle tende che noi definiamo "morbide".
RAPPORTO DI ARRICCIATURA. È il fattore di calcolo per determinare la quantità di tessuto da utilizzare in ricchezza della tenda. Chi vende tende e patate, sostiene che una tenda arricciata debba essere realizzata utilizzando il doppio della larghezza, quindi con un rapporto di 1 a 2. Ovvero ad esempio: Larghezza telo finito 2 metri= tenda occorrente 4 metri, più gli orli …
È accettabile, ma non è sempre così! Non c'è una regola fissa.! Nella tenda arricciata tradizionale il rapporto di arricciatura varia a seconda del peso del tessuto e l'effetto che si desidera.
- Tende classiche vanno sempre piuttosto ricche con un rapporto anche di 1 a 2,2 – 2,6 – 3,0.
- Tende moderne di un certo design si possono utilizzare con un rapporto inferiore come 1 a 1,5- 1,6
- Tende con disegni ripetitivi vanno ben calibrate altrimenti il disegno si "impasta" e non si legge più.
- Nelle tende a "onde" in voga in questo momento il tessuto necessario è calcolato secondo delle tabelle ben precise. Calcolando il numero di onde necessarie a coprire il sistema per la profondità dell'onda più gli orli…
- Le tende con pieghe a calice di distanza normale richiedono anche il triplo. E avanti così…
-GANCI A PROBOSCIDE. Sono dei gancetti di plastica curvati a forma di probiscide d'elefante, che servono a "congiungere" la tenda allo scorritenda.
-FETTUCCIA. E' un nastro con delle tasche sul retro per contenere i ganci a proboscide che entrano negli occhioli scorrevoli del sistema. Può essere con o senza cordini di tiraggio. Può non avere le tasche per i ganci a proboscide. In questo caso i ganci (di vario tipo) vengono cuciti a cadenza regolare direttamente su di essa.


VELCRO. Dal nome della ditta che lo ha brevettato nel 1955. Lo conosciamo tutti. E' composto da due parti. Una rigida con uncini, che gratta, chiamata "maschio" e l'altra morbida, che riceve e si appiccica al maschio, chiamata "femmina".
Per il momento le due parti si chiamano così. Poi forse dovranno cambiargli nome in 1 e 2 …
Nel nostro campo si utilizza generalmente in nastro da 2 e da 5 cm. La femmina, parte morbida, viene generalmente cucita sul tessuto per evitare che lo danneggi nel lavaggio e nella movimentazione. Il maschio viene utilizzato su parti rigide, strutturali. Veniva anticamente fissato a tavole di legno. Oggi lo si usa molto meno in quanto esiste il profilo in allumino già velcrato con velcro adesivo e (più che altro) ribattuto nel profilo stesso. Questo garantisce una notevole tenuta del maschio (beato lui…) mentre la femmina non teme invecchiamento (come sempre…) salvo che venga stirata e quindi fusa compattata.
Qualche cliente con precedenti brutte esperienze eccepisce che nel tempo non tiene. Ma oggi il Velcro "buono" ha una tenuta veramente affidabile.
Il velcro maschio adesivo non ribattuto, tiene pochissimo. Salvo quello tipo "telepass" che è decisamente più affidabile ma è pittosto ingombrante. Viene utilizzato principalmente in applicazioni particolari di tende Tecniche.
FINITURA SUPERIORE. Molto importante! ed è spesso protagonista del tendaggio finito.
Ce ne sono di molti tipi. Ecco le più comuni:
A piega piatta: Il tendaggio viene piegato piatto e fissato su di una fettuccia lasciata tesa. le pieghe vanno ben calcolate e devono essere tutte uguali. Come per le altre "pieghe" a seguire si possono fare molto fitte o rade per ottenere rapporti di arricciatura diversi.
A sfondo piatto: Mentre le pieghe hanno un verso, gli sfondi sono simmetrici. Ogni sfondo guarda sia destra che a sinistra.


Bernina o a Calice: Il tessuto non è piatto ma viene cucito con una o più pieghe sporgenti. Da due a più pieghe queste vengono unite in basso lasciando libera la parte alta formando un effetto a V. Detto appunto a calice. Sono tutte pieghe belle, in particolare la Matita (unica piega) nel moderno e le due/tre pieghe nel classico.


Arricciatura Tirata: Viene ottenuta tirando i fili contenuti nella fettuccia già predisposta e cucita tesa. Ce ne sono con effetti diversi. È una soluzione "carina" ma non durevole. Anche con le fettucce di migliore qualità, nel tempo I fili si rompono o slegano e succede un disastro. La riteniamo soluzione "veloce" e (sempre scondo noi) poco professionale. Da evitare salvo con alcuni tendaggi o tessuti. Ci pensiamo noi a dirvi quali e perchè.


I precedenti modi di finitura superiore, consentono sia di coprire che di lasciare a vista lo scorritenda.
Tesa: La tenda viene cucita tesa sulla fettuccia. La ricchezza si ottiene semplicemente utilizzando tessuto in abbondanza creando delle ONDE di tessuto.
Queste onde possono essere REGOLARI, più o meno profonde, utilizzando dei distanziatori con diverso "passo" regolare degli scivoli dello scorritenda.



Oppure IRREGOLARI lasciando che la tenda si ammassi o si distenda in modo volutamente disordinato. L'effetto è simile all'immagine seguente senza gli occhioli.
NOTA: In questo modello di confezione tesa, regolare o irregolare, lo scorritenda resta sempre a vista. L'onda deve passarci sotto.
Ad Occhioli a vela: Viene applicato un nastro teso sulla tenda che viene poi forata e rifinita con anelli composti da due gusci che si uniscono a pressione. È una lavorazione costosa e complessa se fatta su misura da un professionista. Molto economica se fatta in Bangladesh da bambini pagati un dollaro al giorno (quando va bene) e con anelli di qualità relativa. Francamente è anche bella. Dà dei notevoli vantaggi, tipo arrivare a raso soffitto con un bastone posizionato più basso, ma anche degli svantaggi notevoli come il dovere smontare il bastone per manutenere il tendaggio, lo scarso scorrimento se si utilizzano bastoni allungabili e non ultimo lo sforzo sui supporti del bastone, specialmente se economico. Insomma o le si fanno fatte bene oppure… eviterei.


A Lacci o Torrette: sulla parte superiore del tendaggio vengono cucite delle strisce di tessuto. Sottili per essere annodate ad un anello o peggio direttamente sul bastone; più larghe formando una specie di smerlo della torre. Le conoscete benissimo. Sono principalemnte proposte dalla grande distribuzione (che vuole bene solo a se stessa) per soluzioni economiche. Inoltre hanno le stesse problematiche della finitura ad occhioli. Con la differenza che anche se fatte bene non funzionano. O meglio questa finitura è accettabile se non si usano le tende, o per scenografia; altrimenti eviterei.

Con fettuccia termosaldata: È principalmente una finitura per i teli delle tende a rullo e da sole. Consiste in un tubicino con aletta, chiamato Keddar. L'aletta viene fissata al tessuto con una cucitura o termosaldatura assolutamente perpendicolare al tessuto precedentemente ben squadrato. Il tubicino viene infilato in una scanalatura del tubo di avvolgimento (per tende a rullo) o del supporto per altri tipi di tende.

FINITURA INFERIORE
È il modo di finire la parte bassa del tendaggio.
Con balza – Risvolto di chiusura: Una volta era semplice (un solo risvolto) ed alta circa 30 cm. Si trovava già fatta. Ora la si realizza in genere più bassa e doppiata, alta a piacimento. Nel contemporaneo è solitamente intorno ai 10/15 cm per tende a sfioro o molto bassa 3/5 cm, per tende che appoggiano.

Con piombo-ora Zinco: Nei tendaggi moderni, in particolare quelli con motivi decorati, viene prodotto già in fabbrica, sulla parte bassa (cimossa inferiore) viene direttamente cucito un nastrino pesante composto da tanti pallini di metallo. Una volta di Piombo, ora a causa della tossicità sostituito dallo Zinco. Questa finitura è comunque chiamata: a Piombo.
Cappe o smerli: Principalmente nel gusto Classico e Country le tende possono essere già prodotte con ricami ritagliati dalla macchina. Oppure si creano manualmente una per una, in particolare nelle tende tese su misura.
Con applicazioni di Pizzi o Macramè. Sempre generalmente nel classico si possono applicare alla base del tendaggio su di un orlo basso poco visibile.
Espletata questa lunga ed antipatica premessa per Capire in dettaglio tutti i modelli di tenda che trattiamo, potrete entrare nei successivi capitoli dedicati attraverso le immagini
Buon proseguimento.
Capire gli Scorritenda
L'anello può essere un piacere od una condanna.
Qualcuno ha inventato l'anello. Chissà cosa ne voleva fare! certamente non ha minimamente immaginato di avere "anche" dato il via ad un mondo affascinante fatto di fantasia artigianalità e tecnologia: il mondo dei sistemi scorritenda. Questo "qualcuno", infilando l'anello su di un bastone, ne ha creato il primo!
Il bastone con anelli è stato probabilmente il primo sistema scorritenda.
Poi, anni addietro, alcuni svizzeri hanno capito che un profilo d'alluminio estruso poteva contenere delle corde e degli scivoli silenziosi!
Da allora il mondo degli scorritenda è cambiato.
Il sistema prodotto dalla ditta Silent Gliss è stato il primo sistema a soffitto innovativo. Alternativo ai bastoni con anelli ed alle corde carrucole e pinzette nascoste dalla mantovana in legno. Nella immagine seguente vedete la sezione di vari modelli di scorritenda. Tra i quali il primo in alto a sinistra specifico per sistema motorizzato, dotato di alloggiamenti per il nastro di traino alternativo alle corde.

Nel frattempo, per competere, anche il caro e vecchio bastone in legno con anelli si è innovato. Trasformandosi in un tubo metallico vuoto o pieno (od un cavetto) nelle più svariate finiture e diametri. Con una infinità di accessori e finiture.Poi, sempre estrudendo l'alluminio, i profili sono cambiati da semplici e funzionali a qualcosa di estetico. Con sezioni maggiori atte ad essere lavorate nelle più svariate finiture dalle verniciature semplici, o con più e più strati, fino a finiture "spazzolate".
I più comuni (come quelli illustrati nella immagine precedente) lasciano vedere dal basso, la cava ove scorre lo scivolo porta tende.Noi proponiamo spesso, un bellissimo sistema che ha l'alloggio dello scorrevole posto sul retro mostrando la barra piena anche da sotto. Ne vedrete alcune realizzazioni nella sezione "le tende -vedere".
la chiavetta a brugola lasciata sul punto di fermo del supporto a parete, potremmo dire che è li per farvi capire come si fissa il sistema… ma lo è per la pigrizia di rifare la foto! sorry

Tra gli scorritenda si distingue un sistema assimilabile ai bastoni con anelli che però sostituisce il classico anello con una rotella in acciaio o in metalicrato chiamata "Rolling" unita ad un filo metallico piegato per l'inserimento del gancio a proboscide. Questo oggetto rotola su di un palo pieno, od un tubo, i cui diametri variano tra i 6 ed i 20 millimetri. Questi sistemi per tende, pur essendo di principio un bastone si possono estendere all'infinito (anche con curve) grazie alla forma passante", del "filamento- supporto "agganciato alla rotella.

Geniale! Sempre frutto della inventiva di un certo nostro amico. Capirete chi è e troverete altre sue genialate nella sezione tende a rullo!
Gli scorritenda si dividono sostanzialmente in sistemi:
-A Corda, con movimento manuale o motorizzato.
-A Strappo, muovendo il tendaggio con le mani.
Entrambi si dividono ulteriormente in:
-A Scomparsa, coperti dal tendaggio.
-A Vista con il tendaggio appeso "sotto".
Come sceglierli?
In presenza di serramenti ampi e scorrevoli è bene avere sistemi a barra o Rolling che non abbiamo il limite dei supporti che bloccano lo scorrimento, come con i bastoni ad anelli che hanno le inevitabili mensole che lo interrompono.
I supporti a soffitto in genere hanno costi ridotti mentre le "mensole" a parete spesso aumentano in modo considerevole il costo del sistema.
Se si desidera un sistema non a vista si può coprire un normale scorritenda a parete o soffitto con un manto in metallo in finitura acciaio alluminio o laccato. In sostanza l'antico concetto della fascia in legno ma con materiali e finiture più attuali.
I sistemi a vista, non avendo attrito della tenda sul sistema, scorrono sempre meglio di quelli a scomparsa. Tanto è che questi ultimi sono consigliati solo con movimento trainato da corde o motore.
Evitate i sistemi a tubo telescopico! fanno i salti sulle giunte! Noi non li prendiamo in considerazione.
i sistemi che proponiamo. Sono ideati disegnati e prodotti principalmente in Italia ed alcuni in Germania e Francia. Per fortuna la Cina di bassa qualità (i Cinesi sanno lavorare molto bene quando vogliono) è ancora lontana dal nostro negozio.
Per continuare a Capire, vediamo ora nel dettaglio l'etimologia e la tecnica dei principali sistemi scorritenda.
N.d.R. In questa, come in altre parti del Sito, abbiamo "liberamente" usato termini comuni e facilmente capibili da un non professionista. I colleghi puntigliosi sono pregati…
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Bastoni con anelli.
Componenti e definizioni:
Tubo/Palo/Asta/Cavo
È la parte meno costosa del sistema completo. In genere costa "un tubo".
il palo è quasi sempre cavo nei metalli e pieno per il legno o i diametri piccoli dei sistemi in acciaio. Il cavo è di acciaio e di diametro molto contenuto. È fatto come i cavi elettrici ma in miniatura.
I diametri dei pali vanno dagli enormi 50 mm ai più comuni 30/25/20/16 e 15 mm tubolari nei metalli e pieni nel legno. Mentre nei sistemi moderni il diametro si affina fino ai 6 mm per i pali pieni d'acciaio e per i cavi.
I tubi per i bastoni ad anelli possono essere sia di sezione tonda a strappo che con una scanalatura contenente un sistema per il movimento a corda.
La larghezza del tubo è la larghezza di acquisto del sistema. Se cercate un sistema per una tenda da due metri effettivi, dovete acquistare un tubo di almeno 210 /215 centimetri, a seconda di quanto i pomoli terminali lo compenetrano e di quanta sporgenza decorativa volete lasciare oltre alla parte coperta dalla tenda. Sempre meglio abbondare per poi eventualmente accorciare.
Nei bastoni a strappo l'ammasso laterale degli anelli è ridotto al minimo. Tecnicamente possono bastare 15 cm per lato per l'ammasso della tenda. Al contrario i sistemi a corda occupano lateralmente almeno 10 cm in più. È difficile da spiegare. Fidatevi e tenetelo presente. Ma comunque ci siano noi a ricordarvelo.
Altra raccomandazione: Il tubo è meglio non sia telescopico (allungabile) altrimenti gli anelli non scorrono e si inchiodano nel punto di compenetrazione dei tubi.
Volere un bastone con anelli ma non voler vedere gli anelli è una richiesta che riceviamo spesso. Si può soddisfare tendendo presente che il tendaggio deve essere confezionato con una fettuccia piuttosto alta che potrebbe "ribaltarsi" in avanti…
Diametro
Nulla di particolare, è semplicemente il diametro esterno del tubo.
Spessore
È pari allo spessore della "lamina" del tubo. Ovvero la differenza tra diametro interno ed esterno. Molto importante per definire la tenuta alla flessione. Meno il tubo è spesso più si fletterà.
Anello
Uno dei componenti più importanti ed anche più costosi del bastone con anelli.
Per questo la grande distribuzione favorisce la vendita di tende a lacci od occhioli che non li richiedono. Anche se poi le tende… non funzionano!
Gli anelli sono spesso dotati di guaina interna sia per una maggiore silenziosità (a scapito a volte della scorrevolezza) che per non scalfire la verniciatura di protezione del metallo senza la quale il tubo si deteriora.
Gli anelli per i bastoni per tende devono raccordarsi col tendaggio. Il sistema più comune prevede che abbiano un anellino avvitato o fuso; oppure una clip di plastica applicata per l'inserimento del gancio a proboscide a sua volta inserito sulla fettuccia o cucito sulla tenda.
Pinze a molla.
Si possono applicare all'anello. Sono adatte ai bastoni in legno classici, ma di gusto piuttosto vetusto tranne che in ambienti "rustici" o in stile antico. Ora sono praticamente in disuso.
Qualcuno le ritiene più facili per smontare e rimontare le tende, mentre riteniamo siano decisamente più noiose in quanto ogni volta bisogna ripartire gli anelli manualmente ad equa distanza lungo la tenda. Una noia mortale. Mentre lo si fa una sola volta per i ganci a proboscide messi in fettuccia.
Pinze su tubo.
Sono alternative all'anello. Ve ne sono di vari tipi. Sono fatte in filo piegato con all'estremità dei dettagli in metallo che pinzano la tenda che può non richiedere la cucitura della fettuccia ma anche solo un semplice orlo superiore.
Sono diffuse nel moderno ma generalmente lasciano la tenda distante dal bastone creando un vuoto che sta bene solo in assenza di cassonetti e su pareti ben finite.
All'estero sono molto diffuse pinze decorate con effetti particolari che però in genere scorrono poco. Ma all'estero i serramenti sono spesso scorrevoli e non si aprono verso l'interno della stanza; per cui se la tenda non si sposta, per loro, non è un problema.
Mensole -supporti

Sono gli elementi di sostegno del tubo. A volte le parti più importanti elaborate e costose del sistema.
Le mensole o supporti, esistono per l'installazione sia a parete (il più comune) che a soffitto.
La base della mensola deve essere più ampia e solida possibile e nascondere le viti di fissaggio. Non solo per estetica ma anche per non limitare la possibilità di utilizzare viti adeguate alla situazione. Nelle installazioni (possiamo sostenerlo dato che ne abbiamo fatte veramente tante) è bene non essere limitati dal dovere usare solo "quel tipo" di vite.
Molto importante è scegliere la giusta profondità/sporgenza dal muro delle mensole e di conseguenza del tendaggio.
I supporti di sostegno dei sistemi più moderni sono in genere di misura fissa selezionabile tra le varie misure proposte di serie dai produttori "evoluti".
Se la profondità "di serie" non si adatta alle esigenze, in alcuni casi, possiamo produrle su misura con piccoli supplementi.
Altri supporti, in genere più classici, sono regolabili sia in modo telescopico che semplicemente accorciabili tagliando la "cannetta" d'unione tra la base ed il collare nel quale viene inserito il tubo. Dando la possibilità di avere sporgenze sia minime (esigenza sempre più sentita) che ampie facendo ben attenzione alla scelta di materiali solidi. I bastoni più economici hanno mensole in lamiera piegata (che spesso flette) con viti di fissaggio a vista e profondità fissa, non regolabile, o regolabili ma veramente brutti. Spesso hanno nomi rinominati da Svedesi o Francesi dal Cinese originale…
Pomoli-Terminali-Puntali


Sono i decori estremi che chiudono il sistema. A loro gran parte del compito dell'effetto finale. Sono la parte che tecnicamente conta di meno e potrebbe costare di più.
Un bel pomolo non deve mai essere appiccicato a ciò che lo circonda. Soffitto o parete che sia. Nella scelta si deve porre attenzione a terminali troppo ampi che obbligano a scendere dal soffitto e allontanarsi dalle pareti laterali. Ma ci siamo sempre noi a farvelo presente.
La nostra gamma
bastoni in ferro
Disponiamo di una ampia scelta di questi oggetti.
Abbiamo in particolare una linea molto valida realizzabile in 29 finiture diverse che richiamano i colori classici come avorio, avorio oro, terra di Siena, nero, nero argento, rame, rame oro, rame nero oro…
Molte possono sembrare simili, ma nell'arredo le sfumature hanno una importanza fondamentale per coordinarsi agli altri oggetti presenti nell'ambiente.
Queste finiture vengono realizzate partendo da un colore base con uno o due successivi passaggi.
Dato che molti propongono l'ottone o la zama in finitura ferro, teniamo a precisare che il nostro è ferro vero ed anche di ottimo spessore, garantendo che il tubo non si pieghi specialmente nella realizzazione di teli unici senza supporto intermedio.
la linea si compone di bastoni diametro 12-16-20 e 30 mm ed è completa di bacchette a vetro supporti e reggi bracciali coordinati.
bastoni in alluminio ferro e ottone
abbiamo una ampia scelta di questi bastoni; dai più comuni ai rigati, placcati oro od in finiture come il bronzo, l'ottone satinato, l'ottone anticato, il canna di fucile e molte altre.
bastoni in legno.
Il caro e vecchio bastone in legno di ramino in finitura noce o naturale, è oramai praticamente in disuso. Lo abbiamo …lo possiamo procurare…. per gli ambienti "Old-Style' che lo richiedono.
Preferiamo proporre una bella linea di bastoni in legno Shabby di diametro esagerato con terminali molto 'English' od una linea di diametro 30 mm con finiture e terminali moderni.
- Scorritenda a corda.
Se prendiamo una corda la facciamo passare in una carrucola fissata ad una parete, teniamo ben saldi un capo in una mano e l'altro nell'altra, tirando vedremo che la mano che tira di più porta l'altra dalla parte opposta.
Questo è il principio di funzionamento dello scorritenda a corda.
Vediamone i componenti
Sono concettualmente comuni a tutti gli scorritenda.
Vi stiamo mostrando un ottimo scorritenda a corda, prodotto dalla Mottura S.p.a., che noi acquistiamo sfuso, per poi procedere in laboratorio alla confezione su misura tagliando i profili ed assemblando manualmente i vari componenti che vediamo nello spaccato seguente.
I codici sono attribuiti dalla azienda produttrice. Alcuni comuni altri naturalmente diversi da modello a modello. Per cercare il ricambio perfetto bisogna quindi conoscerne marca e modello.
Nota: È sempre bene acquistare uno scorritenda di "marca" per potere reperire i ricambi corretti. Alcuni componenti di marca li trattiamo da oltre 40 anni e sono sempre gli stessi.

- Profilo o barra. È Il contenitore dei componenti che creano il movimento. È in alluminio estruso in barre lunghe al massimo 6 metri, poi finite verniciate o anodizzate in colore bianco e argento o i meno comuni nero, oro opaco e bronzo.
Ha una sezione complessa a seconda se deve essere utilizzato per il movimento manuale (a strappo) con corde (come questo dello spaccato) oppure a motore. Presenta sempre:
Una cava ove vengono inseriti gli scivoli (scorrevoli) che deve essere liscia pulita senza sbavature. Questa è comunemente verso il basso (come per questo illustrato) e quindi visibile a tende aperte, oppure posta sul retro e quindi nascosta dal basso, nei sistemi di nuova generazione citati in precedenza.
Due canali per il filo di traino (andata e ritorno) o catena motorizzata.
Un alloggio per i supporti di fissaggio che possono essere superiori a scomparsa totale nascosti dal profilo stesso, come nel modello illustrato, o sul retro a vista.
-Scivoli o scorrevoli 4263-4431-4044.
Sono degli oggetti scivolosi in plastica (e derivati) stampati per inserirsi nella cava senza uscirne e scorrere silenziosamente. Hanno un occhiolo per l'inserimento del gancio a proboscide inserito sulla tenda. Possono essere interi o composti da un supporto per rotella particolarmente adatto per tendaggi pesanti. Od anche avere uno sconsigliato "gancetto" per l'aggancio diretto in fettuccia.
-Cuffie. 4163
Parti terminali generalmente in plastica e metallo, piatte e semplici per i movimenti a strappo. Oppure molto elaborate per i movimenti a corda nei quali sono alloggiate rotelle per il rinvio o la caduta del filo. Possono essere dritte o con fianchi.
Decisamente più complesse sono quelle per i sistemi motorizzati ove sono contenuti l'alloggiamento del rinvio del nastro catena e l'aggancio del motore.
-Carrello di sormonto 4185-4585 ed altri.
Importante componente che serve a creare una sovrapposizione tra i teli nel caso di apertura centrale, od a coprire la cuffia opposta al lato di ammasso della tenda. Ne esistono di varie lunghezze per l'uso a telo unico od apertura centrale o per ottenere maggiore o minore sormonto. Molto particolare l'articolo 4555 per le tende ad onda. Modello di tenda più adatto a sistemi decorativi.
-Corda.
Non serve dire altro che è una normale corda ma molto resistente, in materiale sintetico, generalmente bianca ma a volte con inserito un filo colorato che identifica il produttore (Mottura verde, Silent Gliss Giallo…) che viene tagliata a misura e inserita nello scorrevole.
–Giunta corda 4348La corda viene unita ad anello dall'apposito accessorio che funge anche da traino per tutta la tenda (nel caso di sistema a telo unico) od una sola parte nel frequente caso di sistemi ad apertura centrale. In questi sistemi l'altra parte del tendaggio viene trainata sul canale opposto da un secondo accessorio (senza funzione di giunzione) con una sola vite, che serve anche per la regolazione del punto di incontro dei teli. Centrale o disassato.
-Fiocco o contrappeso 1580
Composto da due gusci contenenti un peso in metallo pesante. Ma esistono fiocchi contrappeso decorativi in varie forge. Dai più classici in passamaneria ai sagomati in metallo. Oltre a quelli di sicurezza come l'articolo 3636 da utilizzare per evitare lo strangolamento accidentale.
-Chiavetta o supporto 4161.
La chiavetta girevole è il supporto a scomparsa più comune e l'unico adatto al sistema raffigurato. Fissata al soffitto è provvista di alette che girando si incastrano in protuberanze create sul profilo e lo fanno aderire perfettamente al soffitto, scomparendo. Su profili diversi da questo i supporti possono essere a vista incastrati su di un apposito canale posteriore del profilo di sezione diversa da questo con chiavette. Sono più versatili in presenza di soffitti irregolari, più facili da installare ma meno 'puliti' esteticamente. Pur essendo comunque validi e professionali.
Gli scorritenda, come già visto nella immagine delle varie sezioni, possono essere a canale unico doppio triplo o quadruplo e con porta-mantovana.

Sono stati creati per varie esigenze, ed anche perché i sistemi ad unico canale hanno il limite che la sovrapposizione centrale tra i due teli è limitata dalla misura del carrello di sormonto che è al massimo di circa 8/9 cm. Mentre i sistemi a canale multiplo consentono sormonti notevoli; infatti, sono molto utilizzati per doppie e triple tende. Specialmente negli alberghi si utilizzano dei profili a tre o quattro canali dove in ognuno scorre un telo che può essere di tenda leggera o soprattenda (decorativa od oscurante) sormontato quanto si vuole (anche totalmente) al telo sottostante.
Sono sistemi funzionali ma non molto belli da vedere; quindi, da coprire con mantovane oppure incassati in nicchie appositamente create nel soffitto.
Nel settore alberghiero si utilizzano anche profili in plastica molto versatili economici e silenziosi. Generalmente solo a strappo.
Altro sugli scorritenda
Una riloga scorritenda molto nota, identica nel principio ai sistemi appena descritti, ma realizzata con due profili in lamiera uno dentro l'altro per essere allungabile in modo telescopico. È stata per anni prodotta dalla Stanley, dalla Kirsch dalla Mottura, oltre a poche altre aziende.
Funziona solo a corda, ha una sezione più grossa degli altri scorritenda, è più economica ma ritenuta meno professionale.
Questo sistema "allungabile" è molto adatto ad essere posato a parete grazie a mensole e supporti laterali (anch'essi telescopici) di dimensioni generose.
Direi che nel "fai da te" è l'unico prodotto valido. Si deve solo acquistare la misura giusta non avvicinandosi troppo alla massima consentita e non essere troppo esigenti dal lato estetico perché la sezione del profilo è piuttosto generosa; ed il principio di questo genere di scorritenda è il non vederli più di tanto. Specialmente a tende aperte.
Attenzione in fine, anche ad alcune parti decisamente taglienti nel montaggio…
Sistemi scorritenda decorativi a vista.
La tecnologia della estrusione, della meccanica, della stampa, la possibilità di infinite finiture sia verniciate che anodizzate o spazzolate, ha portato molti produttori a scatenarsi in forme colori ed accessori veramente particolari.
La logica è sempre la stessa degli scorritenda a scomparsa ma ora la tenda sta sotto, il sistema deve vedersi.
Le forme sono cambiate. Non solo sezioni del profilo quadrate tonde o rettangolare, ma anche profili decisamente diversi.
Uniti a supporti che distanziano decorando rendendo il sistema un pezzo d'arredo. Nella Galleria dedicata ne vedrete vari modelli.
Tutto questo consente la realizzazione di un bel tendaggio anche solo grazie ad un sistema particolare coordinato ad altro dell'arredo, unito ad un tessuto anche semplice.

- Mantovane o fasce decorative.

L'Italia è grande… chi le chiama Mantovane chi Gineffe…
Non sono degli scorritenda ma dei decori coprenti lo scorrevole. Per questo a loro assimilati per categoria.
In sostanza parliamo di una fascia orizzontale fissata ad una tavoletta piatta sulla quale è posato il sistema di scorrimento.
Le più comuni ed antiche, sono realizzate con la parte finale liscia o a cappe di vario tipo, nelle finiture del legno verniciato o decorate in vari motivi. È sempre più difficile trovarle. Ma se ci tenete proveremo a soddisfarvi.
Si definisce mantovana anche la fascia in stoffa, sagomata, tesa, arricciata fissata con velcro alla tavoletta.
La mantovana può essere anche imbottita rivestendo con stoffa ed imbottitura una tavoletta di legno grezzo.
Il concetto di fascia mantovana è ripreso anche nel moderno sostituendo al legno un "manto" metallico in varie finiture.
Sotto la tavoletta si usavano ed usano ancora dei profili di plastica a forma di T, sui quali scorrono degli scivoli a pinzetta o bottone. Sono efficaci costituendo il sistema a corda non a vista che occupa il minor spazio possibile ai lati… e consentendo dei sormonti molto ampi e dosabili…. ma alle signore non piace più impazzire cercando le pinzette od i bottoni…
L'assenza di canali di contenimento del filo fa si che questo spesso si intrecci con le pinzette, si usuri e si rompa richiedendone la frequente sostituzione… per la nostra gioia.
- GLI SCORRITENDA per altri modelli.
Fanno parte degli scorritenda anche i sistemi per tende a pacchetto e pannello li potrete Capire e Vedere nelle sezioni dedicate.
In conclusione
- Sui sistemi scorritenda ci sarebbe molto altro da dire. In particolare, sulla domotica alla quale dedicheremo una sezione a parte.
- Scegliere da soli lo scorritenda adatto non è molto semplice.
- Riferito al funzionamento non sempre i più belli sono i migliori e non sempre i più economici sono i peggiori.
- Bisogna conoscerli, averli testati.
- Bisogna acquistarli con razionalità: belli da vedere da non nascondere, oppure se nascosti in nicchie o da velette, anche bruttini. Ma essenziali, pratici e funzionali.
Nella costruzione della vostra proposta sapremo indicarvi quello più adatto alla vostra esigenza. Lasciatevi consigliare.
Nella sezione "vedere" degli scorritenda, troverete solo alcune delle infinite proposte che possiamo offrire.
Altro in negozio o su richiesta.
Buona visione.
Capire i Tessuti
Il nostro interesse è rivolto ai tessuti d'arredamento.
Sono veramente tantissimi… il nostro lavoro consiste nel selezionarli e poi proporveli per rispondere a qualsiasi vostra esigenza; infatti, ci siamo dotati di una vasta gamma di campionari, che spaziano dagli stili più classici ai più contemporanei, con caratteristiche tecniche molto differenti fra loro.
Di seguito troverete una descrizione di cos'è un tessuto, come si produce, quali sono i test, ed una descrizione di alcuni tra i tessuti più "nominati" dai comuni mortali, con la loro origine.
Ma quello che più ci interessa è dare risposta alle domande comuni:
Quale tessuto è più resistente per il mio divano? Come faccio a capirlo?
In riferimento alla durata, le caratteristiche di un tessuto si dividono in:
- Resistenza allo sfregamento con Test Martindale: buona superiore ai 30.000 giri eccezionale con i 100.000 giri.
- Resistenza al Pilling, comparsa di peluria o piccole palline: valori da 2 a 5. Buono con valore 4, ottimo con valore 5.
- Solidità alla luce. Resistenza allo scolorimento, valori da 1 a 8; più è alto il valore migliore è il prodotto; buono da 4 in su. Da 7 a 8 consigliato anche per esterni.
In sostanza la resistenza di un tessuto non dipende dalla leggerezza o dalla trasparenza ma dalla tenacità del filato di partenza e dal metodo di tessitura.
Infatti, come accennato, provate ad immaginare quanto sottili e leggeri siano le tele utilizzate per i paracaduti o per le vele e nonostante questo quanto siano resistenti!
Nel web potrete trovare molte informazioni riguardo ai test citati, ma dato che sui nostri campionari troverete in primis la dicitura es: "Martindale" 20.000 giri, ci piace solo raccontare cosa significa:
Un signore di nome Martindale inventò un procedimento per valutare l'effettiva resistenza dei tessuti all'usura (utile quindi soprattutto per i tessuti da rivestimento più che per quelli da tendaggio). Il test venne svolto contemporaneamente su almeno tre campioni dello stesso materiale e consiste nel sottoporli a sfregamento tra loro con una determinata pressione. Si conclude quando si verifica la rottura dei primi due fili dell'armatura del tessuto, in questo modo si determinano quanti giri di sfregamento sono sopportabili dal tessuto.
Secondo noi, un buon tessuto da rivestimento deve sopportare almeno i 25.000 giri, pensando che ne sono richiesti 50.000 per i sedili di treni e/o automobili.
Altri test utili a valutare la qualità dei tessuti sono, il controllo pilling che termina con la formazione di palline di materiale abraso dalla superficie e quello per la resistenza alla luce. Troverete tutte le info sul web.
Ho un Gatto! C'è un tessuto che resiste davvero?
Vorremmo dirvi di sì ma la verità è no! O meglio, i veri prodotti anti-gatto non sono dei tessuti ma un qualcosa di simile. Ovvero delle fibre spalmate su di un fondo, senza l'intreccio di trama e ordito che fornisce l'appiglio delle unghie. Lo stesso concetto delle ecopelli. Sono in materiale sintetico, piuttosto rigidi e per nulla traspiranti. Se non volete rinunciare al vostro piccolo amico cercate tessuti molto fitti (ben battuti) o con pelo lungo in modo che le unghie non riescano a tirare i fili o arrivino al fondo con maggiore difficoltà. E comunque se il micio si mette d'impegno segna anche questi. Per la nostra gioia. Siamo bravissimi a rifare le fodere.
Ho animali in casa, c'è un tessuto adatto?
Questa volta rispondiamo sì. Ci sono tessuti poco assorbenti facilmente pulibili che non trattengono peli e odori. Molti sono realizzati con filati Fibre Guard. Noi li trattiamo.
Mio figlio è quasi un artista, usa i pennarelli… come mi proteggo?
A questo scopo esistono moltissimi tessuti in materiale sintetico di qualità.
I migliori sono quelli realizzati con la tecnologia AQUACLEAN. Esistono in grande assortimento di tinte unite e fantasie. Su questi tessuti d'arredamento si riesce a rimuovere anche la biro semplicemente con acqua. Hanno mano morbida e piacevole. Non assorbono. L'elemento estraneo resta in superficie. Certamente non si deve lasciare lo sporco per giorni e giorni…
Per l'esterno che tessuti posso usare?
C'è un notevole assortimento di tessuti adatti all'esterno. Ne vengono prodotti moltissimi. Da alcuni anni sembra che tutti abbiano un giardino con piscina…
La loro caratteristica sta nel resistere alle muffe ed agli agenti atmosferici. Anche qui si deve porre attenzione ai vari Test. Comunque, non li lascerei all'aperto tutto l'inverno.
Come si lava la fodera del mio divano?
Naturalmente dipende dalle caratteristiche del tessuto. Risposta banale. Ma c'è da sapere che molti produttori si tutelano dando il lavaggio a secco per evitare contestazioni. In particolare, sul restringimento. Cosa che avviene con fibre naturali o in tessuti a trama larga. Problema evitabile con un prelavaggio ben fatto o problema inesistente per i cuscini d'arredo ed elementi di piccole dimensioni che non vanno "calzati" su strutture rigide. Lavateli pure delicatamente, basta non abbiano troppa Viscosa o tinte naturali.
Sempre per evitare "rogne" spesso i produttori indicano il lavaggio a 30° ma molto spesso si può anche alzare la temperatura senza problemi. Evitando comunque la centrifuga forte e con il trucco di rimontare le fodere ancora umide. Per i "pezzi" grossi esistono le lavanderie specializzate con macchine grosse. Ma dite pure loro di usare l'acqua.
I tessuti interamente naturali sono più delicati?
Diremmo di sì. In particolare, quelli colorati con tinte intense tendono a sfiammare nel lavaggio. Non vanno piegati. Non vanno stesi piegati perché segnano l'astina dello stenditoio. Non vanno strizzati in lavatrice…
Ma mi piacciono! Allora come faccio? diremmo: Meglio il lavaggio a secco o fatto da lavanderie specializzate nel non torturarli.
I tessuti che costano di più, durano di più?
Per rispondere a questa domanda si può brevemente affermare che la tela Jeans dura di più della seta, pur costando molto meno…
Cerchiamo di "capire" meglio:
Il costo all'acquirente finale del tessuto d'arredo dipende da tanti fattori. In primis la filiera di distribuzione. Abbiamo affrontato questo argomento nella sezione "il senso di questo sito" ma qui ribadiamo il concetto fondamentale, particolarmente valido per i tessuti d'arredamento.
Alla produzione i tessuti d'arredamento hanno un costo non sempre eccessivo. Il moltiplicatore di prezzo tra la produzione ed il cliente finale è però veramente alto. Giustificato dal notevole investimento che gli ideatori e committenti alla produzione, devono sobbarcarsi per fornire un assortimento vastissimo sempre pronto all'ordine (anche di un solo metro) del rivenditore. Se nel tendaggio in genere per creare un assortimento possono bastare poche varianti nel tessuto da tappezzeria ne servono molte.
I tappezzieri generalmente non tengono pezze in "casa". Così come molti produttori di divani. Non si sobbarcano un magazzino veramente pesante, e si rivolgono ai grossisti, gli Editori Tessili.
Persino I grandi commercianti (compreso Svedesi e Francesi) si limitano ad alcune varianti ,facendole sembrare molte grazie alla loro abilità ad esporle. Varianti, referenze, che in sostanza sono pochissime a confronto di quelle offerte dagli specialisti.
Un editore tessile quando crea una collezione la arricchisce con molte (10/15/20/50 ed oltre) varianti per articolo; deve ordinarne e tenerne in magazzino dai 50 ai 200 mt sempre pronti, per ogni referenza.
Spesso le collezioni hanno delle varianti particolari (poco acquistate) che servono ad impressionare, impreziosire e rendere fascinosa la collezione ma che "pesano" sulle rimanenze. Rimanenze che a fine collezione vengono svendute senza profitto.
I piccoli Editori Tessili stanno scomparendo. Resistono (anche con notevoli difficoltà) i super specializzati ed i grandi Editori. In Europa sono concentrati in Gran Bretagna, Germania, Italia e Francia. Hanno dei mega magazzini nei quali raccolgono la merce commissionata alle industrie e dai quali parte l'ordine ricevuto (anche di un solo metro) dalla filiale locale per le destinazioni in tutto il mondo.
Se cerchi un tessuto semplice, di gusto comune che subisce i dettami della concorrenza puoi trovarlo anche a filiera corta ed a prezzi calmierati. Un tessuto di un colore una sfumatura, un disegno particolare, frutto della visione di un Designer, completerà la casa come desideri, ma lo devi pagare.
Se poi il tessuto in sé è già particolare e prezioso per materiali e lavorazione, il prezzo (per noi umani, per Elon no) può arrivare alle stelle. Abbiamo in negozio tessuti che raggiungono anche i 400,00 € al metro… Non spaventatevi abbiamo anche gli altri, e tanti.
Ultima e non meno importante considerazione è che in questo mondo di matti acquistiamo un oggetto prodotto al minimo costo possibile (sfruttando ed inquinando, e magari anche un poco tossico) trasportato in container su navi che lerciano l'ambiente, per poterlo pagare meno (o avere un divano a 500,00 euro) e magari buttarlo a breve.
Si sono creati dei grossi Poli di importazione (dai paesi che sappiamo) di materiali a basso costo, poco controllati nella filiera produttiva, in particolare nel finissaggio chimico (operazione che altera la struttura dei tessuti per apportare miglioramenti) fatto senza regole. Un finissaggio in Italia può costare il quintuplo di uno fatto senza regole.
Da quelle parti qualcosa di ben fatto c'è. Ma se è commissionato da Editori che controllano ed hanno etica. E non è sempre la regola!
Cos'è un Tessuto?
Nella pagina "il senso di questo sito" troverete una breve descrizione di come viene prodotto il tessuto e di come i tappezzieri e tendaggisti utilizzano i tessuti d'arredo. Ribadiamo brevemente qui il concetto.
Per tessuto si intende un prodotto finito che si ottiene dall'intreccio di fibre, eseguito mediante l'operazione della tessitura. Le fibre, perpendicolari fra loro prendono il nome di "trama" e "ordito"; l'ordito è in sostanza l'insieme di fili stesi sul telaio da cui si ricava la lunghezza della pezza, mentre la trama è un unico filo che interseca l'ordito da un bordo (cimossa) all'altro del tessuto.
I tessuti fecero la loro comparsa già nel Neolitico divenendo sin da subito un elemento di grandissima importanza per l'evoluzione culturale e tecnica della società nel corso dei secoli.
Strumento fondamentale per la tessitura è il telaio: i fili di ordito avvolti su un cilindro denominato "subbio", vengono fatti passare attraverso un'asola nei due "pettini" paralleli ma sfalsati detti licci che alzandosi e abbassandosi alternativamente, creano uno spazio nella quale a sua volta scorre una navetta di trasporto su cui poggia un rocchetto contenete la trama. Dopo il passaggio della trama, un altro pettine la batte e la spinge su quella posizionata in precedenza, in modo che si compattino e si crei finalmente il tessuto.
Ovviamente esistono altre complesse e moderne lavorazioni ma, il principio di alzare i fili in modo alternato per fare passare la trama è sempre lo stesso dai tempi di Penelope.
In termine tecnico l'impostazione del movimento dei fili si chiama armatura, la più semplice lavorazione è detta "tela" dove i fili di ordito si muovono in modo alternato ricreando con la trama un effetto a scacchiera. Con l'avvento della rivoluzione industriale un inventore francese, creò il telaio Jacquard, che permette invece di comandare singolarmente i fili di ordito, ricreando così disegni molto più complessi. Tra l'altro fu la prima macchina a sfruttare una scheda perforata, un antenato dei moderni calcolatori!
Il filato naturale è l'insieme di fibre, che prima vengono pettinate ed allungate per poi essere attorcigliate fra loro per creare un cordone lungo e resistente.
Il filato sintetico è ottenuto per estrusione. Come fanno le Api.
Ogni filato può a sua volta essere lasciato singolo oppure abbinato ad un altro per ottenerne il filato ritorto a due o più fili, ancora più resistente.
Una caratteristica fondamentale da capire riguardo i tessuti è l'altezza tessile, ovvero la distanza tra le due cimosse (pari alla larghezza del telaio). L'altezza del tessuto è quindi la larghezza della pezza, del rotolo che ordiniamo.
Una breve nota sulla coloritura dei tessuti:
Per tingere o colorare i tessuti, oltre che tessendoli con fili già colorati, ci sono fondamentalmente due modi:
Partendo da un tessuto unito grezzo immergendolo in bagni di colore in vasche colorate. Si noti che anche il bianco è spesso ottenuto per tintura.
Stampandolo con molteplici tecniche, generando un dritto e un rovescio,
Senza dubbio i migliori tessuti colorati sono quelli definiti "tinti in filo", infatti la tintura del filo prima della tessitura, garantisce una migliore penetrazione del colore e quindi una maggior durabilità.
La tecnologia e la chimica applicata al mondo tessile hanno permesso la creazione di filati e tessuti con tecnologia applicata.
Oltre ai tessuti Ignifughi (anche questi divisi tra Ignifughi permanenti partendo da filato Ignifugo e ignifughi per trattamento successivo) sono stati creati tessuti d'arredo per una funzione specifica. Ad esempio, che si sporchino il meno possibile, che oscurino e che si possano maltrattare con ripetuti lavaggi.
I trattamenti antimacchia funzionano bene anche se essendo spesso trattamenti superficiali dopo vari lavaggi degradano la loro efficienza.
Esistono anche tessuti dedicati alla fono-assorbenza, gli anallergici, i riciclati.
Abbiamo un discreto assortimento di tutte queste tipologie di tessuti, dai tradizionali classici ai tecnologici. Possiamo venderli a metraggio partendo da un metro per ogni taglio o fornirveli per tendaggi con confezione e posa in opera o, come già detto, per il rifacimento delle fodere (rivestimento sfoderabile) o la copertura fissa del vostro divano o imbottito in genere.
Non è facile la "ricerca" del tessuto più idoneo allo scopo. L'ideale è visitarci per confrontarci con i campioni in mano, incrociando le varie esigenze tecniche, estetiche ed economiche.
Se volete "vedere" una anteprima di una piccolissima parte dei tessuti d'arredo che trattiamo, potete consultare la nostra pagina "vedere" di questo capitolo.
Ma dato che è veramente impossibile mostravi tutto il nostro assortimento e volete cominciare a cercare per poi vederli in negozio, Vi rimandiamo ai Links di alcuni dei nostri fornitori dei quali siamo rivenditori autorizzati.
A seguire, per gli appassionati, un poco di Spiegazione e Storia dei tessuti d'arredamento.
Ed ora per gli amatori ci addentriamo in una "definizione storica" e tipologia di alcuni tessuti di uso comune.
- Bisso

Il bisso è una fibra tessile di origine animale, una sorta di seta naturale che genera tessuti pregiati e costosi, con la quale in antichità si confezionavano abiti nobili. Oggi la "Pinna nobilis", mollusco che secerne filamenti da cui si ricava il bisso è in via di estinzione e di conseguenza la produzione di bisso è praticamente inesistente; probabilmente l'ultima artigiana che conserva le conoscenze per ricavare e trattare questo materiale è, Chiara Vigo dell'Isola di Sant'Antioco in Sardegna. l bisso inoltre aveva spiccate proprietà terapeutiche ben conosciute dai pescatori in quanto grazie alla sua potente proprietà emostatica era usato per la medicazione delle ferite che i pescatori frequentemente si procuravano con gli arnesi da pesca.
Oggi il termine bisso indica tessuti molto leggeri e trasparenti, ad armatura tela, in cotone o lino, adatti al ricamo.
- Broccato

Il broccato è un tessuto operato, con complessi disegni colorati, realizzato con un telaio Jacquard. Si ottiene inserendo nella tessitura una serie di elementi supplementari sia in ordito che in trama; necessita quindi di più orditi, uno per il fondo e altri per la legatura del disegno, e più trame. È una elaborazione del damasco. Le trame supplementari si chiamano trame broccate e concorrono a costruire il disegno che si stacca dal fondo di un altro colore. I fili supplementari, sia di trama che di ordito sul rovescio sono liberi e formano delle briglie se non legati. Il materiale che lo costituisce è la seta, di titolo finissimo, che lo impreziosisce e gli conferisce l'aspetto lucido, con l'eventuale aggiunta di fili in oro e argento.
Nacque verso il XVII secolo, quando si cominciò ad impreziosire i tessuti in damasco con fili d'oro e d'argento e con effetti in rilievo; essendo molto prezioso sia per i materiali che per la lavorazione era un'esclusiva per nobili, clero e regnanti.
Oggi è particolarmente diffuso nel campo dell'arredamento per cuscini, poltrone, tendaggi; nell'arredo sacro, per paramenti e addobbi, nella ricostruzione storica con capi d'abbigliamento per pali e sfilate.
- Chiffon
Lo chiffon è una stoffa molto leggera, a velo trasparente, in armatura tela prodotta con filati fortemente e diversamente ritorti, è soffice ma resistente, dalla leggera crespatura orizzontale.
Il nome deriva dal francese "chiffe", cencio o straccio.
Molto elegante, usato soprattutto in abiti da sera, è un tessuto ricco quanto fragile; difatti va lavato con molte precauzioni, meglio se a mano, poiché in lavatrice potrebbero tirarsi dei fili, inoltre sgualcisce molto facilmente.
Impiegato soprattutto in gonne, camicette, lingerie, foulard, nastri, e parti molto raffinate dell'abbigliamento, in commercio è possibile trovarne in cotone, seta, e materiale sintetico, quest'ultimo con formula leggermente stretch.
- Chintz
Il chintz è un robusto tessuto di cotone, ad armatura tela o raso è caratterizzato dai colori vivaci e dalla mano lucida, ottenuta con una forte calandratura in fase di finissaggio o attualmente con l'utilizzo di silicone.
Originario dell'India fu molto popolare in Europa nel XVII e XVIII secolo, prima importato e poi prodotto in loco. All'inizio riproduceva i disegni indiani, poi si diffusero stampe a fiorami molto sgargianti generalmente su fondo chiaro. In Francia divenne famoso il toile de Jouy, un tipo di chintz, prodotto nella città di Jouy-en-Josas dal 1759 caratterizzato da disegni con medaglioni contenenti personaggi storici e paesaggi stampati in rosso e blu su fondo bianco.
Adatto per resistenza e decoratività, all'arredamento e alla tappezzeria, si utilizza per tende, copri letti, cuscini, rivestimenti di divani e poltrone.
- Ciniglia
Ciniglia è un termine che indica, sia un tipo di filato, che un tessuto realizzato con il filato stesso. Il nome trae origine dal termine francese "chenille".
Fece la sua comparsa verso il 1930, seguendo i dettami della moda il suo uso si diffuse negli anni '70. Uno standard di produzione industriale si raggiunse solo nel 1990 con la creazione del Chenille International Manufacturers Association (CIMA).
Il filato di ciniglia è composto da due filati di materiale differente, uno sottile e robusto, l'altro più grosso e morbido. Due trefoli intrecciati, di filato sottile, formano l'anima del filo e una serie di pelucchi tagliati alla stessa altezza, detti pelo, vengono bloccati dalla torsione dei trefoli dell'anima in posizione perpendicolare a questi. Sporgendo da entrambi i lati dei trefoli, il pelo dà corpo ad un filato che per aspetto ed effetto assomiglia al velluto.
Le stoffe di ciniglia sono realizzate a telaio anche come spugna, ma più frequentemente a maglia, sia a macchina che a mano. La lavorazione a maglia mette in risalto l'effetto velure della ciniglia, lasciando in evidenza il pelo, che viene invece schiacciato nella tessitura. I materiali più frequentemente usati sono le tecnofibre, rayon, acrilico, viscosa, ma se ne trova in commercio anche in cotone.
- Crêpe
Crêpe è il nome generico di quei tessuti caratterizzati dall'aspetto increspato, granuloso e mosso anche se diversi nei materiali e nel peso.
L'armatura è a tela ed il nome deriva dal francese "crêpe" (crespo).
L'ondulazione della superficie viene ottenuta utilizzando i filati omonimi, che la movimentano grazie alla elevata ed opposta torsione dei trefoli che li compongono o alternando trame e orditi con filati a tensione opposta, l'effetto si manifesta in fase di finissaggio per effetto del ristringimento diverso dei filati.
Il materiale per eccellenza è la seta ma ne esistono anche in lana e fibre sintetiche, spesso miste alla seta.
Esistono vari tipi di tessuti crêpe:
- Crêpe de georgette: estremamente leggero, trasparente e sottile.
- Crêpe de chine: compatto e pesante si drappeggia bene.
- Crêpe marocain: tessuto pesante, per effetto del filo di trama più grosso di quello di ordito si creano delle costine ondulate orizzontali.
- Crêpe satin: morbido, rasato, lucido sul diritto e opaco sul rovescio.
- Crêpe di lana (crepella): tessuto in lana di vario peso comunque leggero, come per la seta è la forte torsione del filato che gli conferisce una superficie granulosa.
- Cretonne
La cretonne è originalmente un tessuto di tela bianca forte.
La parola deriverebbe dal nome di Paul Creton, un abitante di Vimoutiers in Pays d'Auge, Bassa Normandia, Francia, che avrebbe inventato il nuovo prodotto nel 1640. Un regolamento del 1738 imponeva che il nuovo tessuto fosse esclusivamente di lino puro.
Questo termine, oggi indica spesso ad un tessuto forte e stampato di cotone apprettato sul rovescio utilizzato per l'arredamento.
- Damasco

Il damasco è un tipo di tessuto operato monocolore con disegni stilizzati o floreali ad effetto di lucido-opaco. Si produce con un telaio Jaquard.
Il fondo è dato da un'armatura a raso da otto e i motivi decorativi dal raso da otto rovescio. L'effetto è provocato dal contrasto della lucentezza della parte a raso con l'opacità di quella dove il raso si presenta a rovescio e dall'utilizzo di filati di differente torsione e finezza. Effettivamente il damasco non ha un diritto e un rovescio ma solitamente si considera diritto il lato dove il disegno viene formato dalla trama, quindi il fondo risulta lucido.
- Damascato
è detto un tessuto che assomiglia al damasco ma ne differisce per essere realizzato con filati di diversi colori, per cui l'effetto di lucido-opaco viene ampliato dall'effetto dei colori.
Il materiale più adatto alla realizzazione del damasco è la seta, anche se oggi si utilizzano cotone, cotone misto a seta e fibre artificiali.
Nacque in Cina, ma il suo nome deriva dalla città di Damasco in Siria che ne fu grande produttrice ed esportatrice nel XII secolo. In Italia le prime a produrlo furono Venezia e Genova che, come repubbliche marinare, avevano contatti con Damasco. In seguito, divennero famosi quelli prodotti a: Caserta, Catanzaro, Lucca, Palermo, Parma e Vicenza.
Dato il materiale pregiato che lo compone e la lunga e difficile lavorazione, era un tessuto prezioso usato dalla Chiesa per paramenti e abiti sacerdotali, nelle corti per abiti di gala e nell'arredamento di palazzi e regge.
Nel XVII secolo si cominciò ad impreziosirlo con fili d'oro e d'argento e da effetti in rilievo, è dall'ampliamento di queste elaborazioni che nasce il broccato. Dal XIX secolo la sua produzione cominciò ad essere fatta con telai Jaquard, cosa che abbassò di molto i tempi di esecuzione e quindi i costi.
- Fiandra
La fiandra è un pregiato tessuto operato monocolore e di mano asciutta.
Il nome deriva dalla regione delle Fiandre dove veniva storicamente prodotto con il lino di fiandra, la lavorazione complessa unita al materiale pregiato ne faceva un prodotto di lusso esportato in tutta Europa. La produzione industriale con telai jacquard, che ne ridusse i costi, rendendolo accessibile e diffuso in ogni casa.
Presenta decorazioni tessute, con effetto di lucido-opaco, ottenute con varie armature su fondo lucido, solitamente ad armatura raso. I disegni sono geometrici o floreali stilizzati. Il filato utilizzato, di titolo finissimo e di mano liscia e lucida, con la riduzione d'armatura molto fitta, concorre a formare un tessuto fine e delicato anche se compatto e resistente.
Anticamente era realizzato in lino, oggi in cotone mercerizzato o fibre sintetiche per i prodotti di minor pregio.
In origine bianco, viene prodotto in colori pastello, più raramente in colori brillanti, per adattarlo alle esigenze della moda.
Per eccellenza il tessuto usato per la confezione di tovaglie eleganti. Oggi viene anche prodotto antimacchia con un finissaggio al silicone, trattamento che non permette ai liquidi di penetrare nelle fibre ma irrigidisce la tovaglia dandogli un aspetto plasticato. Si utilizza per biancheria da letto o bagno (asciugamani), in arredamento per tendaggi o coperture.
- Georgette
Il georgette è un tessuto estremamente leggero e sottile, di mano rigida, ad armatura tela.
Il nome deriva della sarta francese Georgette de la Plante che lo ha creato.
Il materiale solitamente utilizzato per il georgette è la seta, ma è disponibile anche in lana.
La varietà più trasparente e preziosa è la crêpe de Georgette, con una grana finissima e una leggerissima ondulazione crespata ottenuta con l'uso di filati di titolatura finissima con torsioni differenti o contrarie. Il nome crêpe de georgette nasce dall'unione del termine francese crêpe (crespo) con quello della sarta.
- Lampasso

Lampasso è il tessuto operato di grande pregio costituito da una trama di fondo e più trame supplementari che formano sulla stoffa un particolare disegno; l'ordito è costituito da fili di seta che formano il fondo in raso.
Era già conosciuto nel secolo X ma ebbe il suo momento di maggior fulgore nel secolo XVI.
I lampassi erano generalmente in seta, ma esistono nella nostra produzione anche interpretazioni con filati di viscosa e poliestere.
- Mussola
La mussola è un tessuto molto leggero in armatura tela e a trama molto rada (simile alla garza da medicazione).
Fu introdotta in Europa dall'Asia nel XVII secolo, Il suo nome deriva dalla città di Mossul sulle rive del Tigri dove gli europei la incontrarono la prima volta ma ha la sua origine nella città di Dacca in Bangladesh.
Originariamente era prodotto con cotone, poi con lana e il lino. Oggi viene utilizzato per l'arredamento nei tendaggi, nella biancheria da letto, nella biancheria intima e per l'abbigliamento femminile come le camicette.
La mussolina è la versione più leggera di un tessuto di mussola, quella finissima viene chiamata pelle d'uovo.
- Organza

L'organza è un tessuto sottile e trasparente, ad armatura tela, realizzato con il filato di seta organzino.
Il suo nome deriva da Urghenz in Turkestan dove è detta anche amaike.
Oggi sono tessuti con cotone e con fibre sintetiche come poliestere o nylon. Le organze più lussuose sono tessute ancora in seta.
L'organza di seta è tessuta lungo il fiume Yangtze e nella provincia di Zhejiang in Cina, ma anche nell'area di Bangalore in India. Organze di seta di lusso sono prodotte in Francia e Italia.
L'organza può anche essere ricamata per farne tende o copri letti o altra biancheria fine: questo suo uso era soprattutto diffuso in passato, anche perché sono richieste particolari abilità e competenze da parte della ricamatrice perché l'effetto risulti soddisfacente.
Oggi è prodotta in vari tipi tra cui stropicciato, liscio e cangiante, effetto ottico prodotto mediante l'utilizzo di filati di colori diversi per la trama e per l'ordito.
- Piquet
Il Piquet è un tessuto di cotone con motivi in rilievo, rombi, quadrati, puntolini, generalmente bianco. Tessuto composto, necessita per l'armatura di due orditi (uno di fondo teso e uno supplementare lento) e per la tessitura di due trame (una per il fondo e una per l'imbottitura). I fili dell'ordito di fondo, con la maggiore tensione fanno abbassare i fili della trama, quando ci passano davanti, formando una depressione mentre i fili lenti rimangono in superficie creando il rilievo, si forma così l'effetto trapuntato esaltato dalla trama d'imbottitura di filato più soffice. Ne risulta un tessuto operato, morbido e fresco, tradizionalmente bianco o di colori chiari.
Le versioni più pesanti sono adatte all'arredamento o alla biancheria da letto, in particolare copriletti e trapunte. Quelle leggere, molto fresche, si usano per l'abbigliamento estivo, per camicie, giacche e capi per bambini.
In alcuni paesi dal clima caldo, come Israele vengono usate addirittura per confezionare coperte particolarmente fresche e leggere.
- Raso

Il raso o satin è un tessuto fine, lucido, uniforme, dalla mano morbida. Costruito con armatura a raso, in cui i punti di legatura sono radi e largamente distribuiti così da apparire nascosti.
Il materiale d'eccellenza è la seta, si può realizzare anche in fibre sintetiche come il rayon, se in cotone deve subire, come finissaggio, una calandratura per conferirgli l'aspetto lucido.
Il suo nome deriva da radere, raso=rasato, reso liscio.
- Shantung

Lo shantung è un tessuto di seta selvaggia (tussah), di colore unito, caratterizzato da una superficie ruvida, molto irregolare e dall'aspetto grezzo. Costruito con un'armatura a tela, tramato con doppione o altro filo che lo imita, con colori generalmente sgargianti, di mano sostenuta, gioca sugli effetti di lucido e opaco.
Originario della provincia cinese di Shandong.
lo shantung originale, pregiatissimo, era tessuto con il doppione, bava di seta doppia prodotto da due bachi che costruiscono il bozzolo insieme, rarissima e costosissima, caratterizzata da una grande irregolarità, con fiammature, grumi, bottoni, nodi.
Oggi con questo nome si indicano tessuti di peso vario in seta, cotone o altre fibre anche sintetiche, che ne riproducono artificialmente l'aspetto rustico con filati che inglobano cascami per imitare la fiammatura e la bottonatura.
Utilizzato in arredamento per cuscini e tendaggi, e in abbigliamento soprattutto femminile per abiti, gonne e camicette.
- Taffetas
Il taffetà originale è un tessuto di seta.
Deriva dal persiano "taftah", participio passato del verbo "Tàftan", torcere, intrecciare, tessere. Erroneamente il termine taffetà è usato al posto di tela.
Uno dei più bei tessuti in seta, con armatura a tela, caratterizzato da una densità di ordito superiore a quella di trama. Ha struttura serrata e quasi rigida, di aspetto lucido e luminoso, mano frusciante a ogni minimo movimento, leggerissimo e brillante. I riflessi iride nel taffetà cangiante sono ottenuti usando in dtrama e in ordito filati di colori diversi.
Esiste anche in fibre artificiali e sintetiche. Utilizzato per abbigliamento femminile in abiti eleganti e sciarpe; e per arredamento in tendaggi. Il filo finissimo, impregnato di materie glutinose o vessicatorie è applicabile a scopo terapeutico. Da alcuni anni, grazie alle nuove tecnologie si riescono a produrre filati sintetici finissimi di aspetto serico, con i quali si realizzano, principalmente per arredamento, ottimi tessuti taffetà.
- Tulle
Il tulle è un tessuto creato da fili che si intrecciano in modo molto aperto, creando una rete trasparente ma molto stabile. Il suo nome deriva dalla città francese di Tulle.
Tecnicamente è una garza a giro inglese che si ottiene usando una particolare montatura del telaio, che prevede l'uso di apposite maglie. Nelle garze a giro inglese alcuni fili (fili di giro), inseriti nelle maglie apposite, compiono movimenti sinuosi, a cavallo di altri fili (fili dritti). Dando origine ad un intreccio rarefatto, con fori esagonali, solido, resistente e duraturo.
Il tulle moderno si cominciò a produrre in Inghilterra dopo l'invenzione della bobbinet machine messa a punto da John Heathcoat nel 1806, macchina costruita su suo disegno originale è tuttora in funzione a Chard nel Somerset.
Può essere realizzato con differenti materiali che ne determinano le caratteristiche e la mano morbida o rigida, i filati generalmente molto sottili e ritorti. In fibre tessili naturali: cotone, seta e/o sintetiche: cupro, poliestere, nylon, lurex.
- Velluto

Il velluto è un tipo di tessuto che presenta sulla faccia del dritto un fitto pelo (velluto unito o tagliato) o una serie di minuscoli anelli di filo (velluto riccio). Il nome deriva dal latino vellus, vello, e ne indica efficacemente la caratteristica copertura di pelo, di lunghezza e tipo variabile.
La sua origine è occidentale e si stima sia avvenuta verso il XIII secolo. In Italia si diffuse presso le classi agiate, intorno al Trecento ed era al tempo maggiormente prodotto a Lucca, Genova, Firenze, Venezia e Catanzaro.
Si realizza a telaio con filati molto sottili usando due orditi, uno dei quali per la base (ordito 'grosso') ed uno per il pelo (ordito di pelo), e una sola trama. Il telaio per velluto deve essere fornito di due subbi uno per l'ordito grosso e uno per quello di pelo che deve avere una lunghezza molto superiore all'altro, dovendo i fili del pelo percorrere molta più strada per girare intorno ai ferri.
- Velluto riccio
Gli elementi del fondo (trama e ordito grosso) si incrociano con un'armatura semplice, dopo tre battute si alza l'ordito di pelo, si inserisce una sottile bacchetta tonda di metallo (ferro) che tiene sollevati tutti i fili di pelo (quarta trama), le battute successive bloccano l'ordito di pelo intorno alla bacchetta così che dopo averla sfilata rimangono degli anelli di filo che sporgono dal fondo.
- Velluto tagliato o unito
A differenza del velluto riccio in quello unito l'anello che viene formato dall'ordito di pelo viene bloccato nello stesso passo e successivamente tagliato in alto con una lama (trevette), il ferro per questo lavoro ha sezione ogivale con una scanalatura nella parte superiore per lo scorrimento della lama (l'operazione è detta cimatura). Nei telai industriali è realizzato come un tessuto doppio (due strisce di tessuto una sopra e una sottostante collegate dall'ordito di pelo, quando questo viene tagliato dalla lama il tessuto doppio si divide in due e viene arrotolato su due subbi diversi.
Tappezzeria
La lavorazione dell'imbottito, fisso o sfoderabile, classico o moderno è uno dei servizi che offre la nostra azienda. Esclusivamente con i tessuti venduti da noi.
Cosa facciamo:
- Rifacimenti imbottiti fissi. Poltrone, divani, sedie.

- Rifacimenti imbottiti sfoderabili. Fodere.

- Costruzione da zero di poltrone pouff e complementi.

- Confezione di copriletti e fodere per letti. Cuscini. Trapunte e piumini.

Un solo artigiano, in genere, non è "bravo" in tutte le lavorazioni.
Le lavorazioni dell'imbottito sono molte diverse.
C'è chi si esprime meglio nel rifacimento di imbottiti classici prettamente "inchiodati", e chi nella confezione di fodere prettamente "cucite".
Anche nel inchiodato c'è molta differenza tra chi sa eseguire l'imbottitura all'antica con molle incordate, cinghie, paglia e linaccio, il "borletto a mano" e il "bombaggio" perfetto, e chi lavora solo con cinghie e gomma "moderna".
Il cliente deve saper trovare chi è bravo nella lavorazione che si sta cercando.
Il nostro lavoro è destinare il rifacimento alla mano giusta. Interna all'azienda, quando ci sentiamo sicuri del risultato, oppure esterna, a mani competenti.

Il nostro potere contrattuale nella lavorazione esterna fa sì che il prezzo non sia fuori mercato.
Essendo un negozio con personale dedicato, togliamo agli artigiani l'incombenza di fare sopralluoghi, far scegliere il tessuto, calcolare i metraggi. Insomma, di impiegare il tempo (a volte molto) che toglie loro risorse, e pazienza!
Inoltre, da noi, l'operazione di rifacimento è particolarmente interessante, grazie al notevole assortimento di tessuti sia nel gusto che nel prezzo.
Seguendo una nuova tendenza proponiamo spesso l'abbinamento di strutture "classiche" con tessuti moderni.
Ci sentiamo quindi egualmente competitivi sia per il rifacimento di imbottiti fissi, di foggia classica, che per la realizzazione di nuove fodere per ogni tipo di imbottito. Anche incrociando il lavoro tra mani diverse.
Preferendo soddisfare le esigenze di chi cerca un prodotto su misura ben calibrato e durevole, facendo gli oggetti richiesti uno per uno, non possiamo e non vogliamo competere con i prodotti industriali di largo consumo come copridivani elasticizzati o fodere 'tutte uguali' di sedie o cuscini. Per questo c'è la grande distribuzione e il web. Se trovate la taglia e il colore giusti… siete a posto. A volte, per offrire un servizio, indichiamo il cliente verso questi canali
Cosa non facciamo:
Alcune lavorazioni in pelle , il rifacimento di imbottiture schiumate, le imbottiture nautiche. Non essendo particolarmente esperti ed attrezzati.
Il rifacimento di fodere di divani e sedie da grande distribuzione. Per non sentirci dire: ma costa come ricomprarlo…
I tempi di lavorazione variano a seconda del momento, in ogni caso preleviamo l'oggetto da rifare solo quando siamo realmente pronti a iniziare il lavoro evitando al cliente inutili privazioni.
Normalmente eseguiamo le fodere in dieci giorni dal prelievo dell'imbottito da rifare. Mentre nei rifacimenti di prodotti fissi i tempi di esecuzione dei lavori variano a seconda dell'entità del lavoro.
A volte capita qualche intoppo. Dovuto al sovraccarico o alla salute di chi usa le mani.
Cerchiamo sempre e comunque di essere puntuali.
Se desiderate un preventivo venite a trovarci con delle immagini del vostro imbottito da rifare. Oppure chiamateci o inviateci una immagine via mail o Whatsapp che troverete nella sezione contatti.
Avendone eseguite molte potremo fornirvi delle indicazioni abbastanza precise sul consumo di tessuto e sul costo di lavorazione delle fodere. Mentre, non avendo uno strumento per "radiografare" l'oggetto, saremo più vaghi sui costi di rifacimento delle imbottiture. Almeno fino a quando non toccheremo con mano o avremo "aperto" il paziente.
Nella galleria dedicata troverete alcune immagini di lavorazioni che abbiamo eseguito nel tempo. Molto tempo.
Come sempre abbiate pietà! Non siamo fotografi.
Buona visione.
Divani e imbottiti
un divano comodo, che sta lì ad aspettarti, la sera, la notte e a qualsiasi ora.
proprio dietro al portone di casa.
Ode al divano
due passi e sei arrivato al divano.
due passi e tutto il resto non conta più ed è lontano e senza peso.
ci sei solo tu e il tuo divano…
Il 'salotto' rimane il luogo dove si ricevono gli amici, si dorme, si mangia la torta insomma … si vivono i momenti belli!
quindi anche l'estetica, il comfort e la perfezione nei dettagli è determinante.
Il problema è capire se un divano riuscirà a fare tutto questo per il tempo che desideri o quanto meno per il tempo che ti hanno promesso.
La parola 'divano' è stata abusata. In questo momento c'è molta confusione.
Beato chi se lo fa! o beato chi te l'ha venduto? ma come è fatto? perché costa così poco o così tanto?
Fare un divano "artigianale" non difficile! molti lo fanno, potreste anche voi. Basta prendere del legno assemblarlo a forma di scatola trovare dei fogli di gomma piuma sezionarli ed incollarli per poi rivestire il tutto… ottenendo un qualcosa che sembri un divano!
Gli artigiani veri e le industrie di una certa levatura danno delle forme ben diverse alle strutture cercando ergonomia ed estetica.
Creano dei supporti di seduta con cinghie elastiche molle e materiali specifici.
Le imbottiture non sono un semplice sacco ripieno di gomma, ma strutture complesse con Poliuretani di varie densità avvolti da strati di piuma o di altro poliuretano morbido.
qualunque bravo ed esperto artigiano può realizzare un divano. quello che difficilmente riesce a fare è creare in piccola serie strutture metalliche e imbottiture stampate.
Ecco in cosa si differenzia l'industria e l'artigianato dell'imbottito di alta qualità.
Non è solo una questione di forma. una struttura di un certo tipo riesce a raggiungere forme, ergonomie resistenza e dimensioni difficilmente ottenibili con metodi artigianali.
Nell'immagine seguente capiamo la struttura di un divano industriale che si basa su di un telaio in ferro con agganciati ed inseriti il sedile e lo schienale. L'imbottitura è complessa a strati differenziati per garantire forma confort e resistenza.
notate la quantità di materiali impiegati!

Vi chiederete perché i "beati che se lo fanno" e gli "Svedesi" non producono industrialmente divani di alta qualità a prezzo basso? Perché per quanto in grande scala costano sempre di più di quattro pezzi di truciolato messi insieme.
Una struttura di chaise longue come quella nella immagine seguente non è così semplice da realizzare.

Naturalmente anche i divani costruiti con metodi tradizionali sono degli ottimi prodotti, purché si usino metodi di costruzione e materiali validi e duraturi.
Molto importante è il 'telaio', la struttura. Nei divani artigianali ben fatti è sempre di legno stabile e resistente. Si possono accettare inserimenti di derivati del legno, ma solo in parti di tamponamento.
Nella immagine sottostante vediamo una struttura ben fatta di poltrona a schienale alto e di un divanetto.

Volendo si può "esagerare" come abbiamo fatto noi per un cliente molto esigente, creando una poltrona Bergère completamente con materiali naturali. La struttura su misura è in legno massiccio spinato e incollato, molle di acciaio, paglia tela juta e linaccio fissati a mano per i componenti della imbottitura, per poi rivestirla con un velluto di cotone.

Come si differenziano i divani moderni da quelli classici?
DIVANI MODERNI

Il successo che il divano moderno riesce ad ottenere è dovuto anche alla sua grande praticità, ed alla sua flessibilità d'uso.
I divani moderni hanno sedute più ampie per consentire di assumere posizioni più informali e schienali più bassi per linee di maggiore eleganza. Permettono una grande versatilità di composizioni: si possono infatti, abbinare divani da due e tre posti, o utilizzare gli scenografici divani angolari per spazi più ampi.
Il divano moderno generalmente trova il migliore effetto estetico in grandi dimensioni. Ma specialmente oggi che gli spazi sono decisamente ridotti si tende ad utilizzare un unico elemento che faccia tutto: seduta, relax ed effetto estetico.
Le penisole o Chaise Longue unite al divano con un bracciolo creano composizioni lineari utilizzate in ambienti con spazi relativi.
Meccanismi specifici consentono di avere poggiatesta reclinabili, sedute che si allungano, schienali che si spostano.
Piedini dalla svariate forme corredano i divani moderni. Rendendo "particolari" anche strutture semplici.

DIVANI MODERNI
PREGI
Il divano moderno in tessuto è quasi sempre facilmente sfoderabile.
Si adatta bene a tessuti uniti di nuova generazione facilmente lavabili.
DIFETTI
Richiedono ampie profondità dai 100 ai 120 centimetri!
Alcuni richiedono lo smontaggio dei piedini per la rimozione delle fodere.
Per il resto: nessuno. Se sono ben fatti
DIVANI CLASSICI
Per arredare un soggiorno in stile classico serve soprattutto… classe!
I divani possono essere due o anche di più in base alla grandezza della stanza, devono avere preferibilmente lo schienale ed i braccioli arrotondati.
Potranno essere disposti anche frontalmente, abbinati ad un tappeto caldo ed all'immancabile tavolino da caffè. le poltrone vanno messe in una posizione tale da favorire la conversazione con le persone sedute sui divani.
Che bello se vicino c'è un camino!
tende, colori e accessori devono completare il senso di calore che solo un divano classico sa dare.
Il divano Classico è una cosa difficile da fare bene!
Per ottenere certi risultati è quasi indispensabile che il divano abbia il rivestimento della base e dei braccioli fissi con le dovute pieghe simmetriche e ben realizzate. Questo consente di valorizzarne le forme. Corredandole con profili, passamanerie e dettagli anche in contrasto.

La lavorazione capitonné trova particolare espressione in questo tipo di divani. Sia in pelle che in tessuto.

Il divano classico "deve" essere rivestito con tessuti preziosi o con tessuti di aspetto naturale. Può avere lo schienale intero (unito alla struttura) corredato da una ampia cuscinatura. Oppure il classico doppio cuscino: sedile schienale. Preferibilmente in misto piuma.
Nei divani classici per ambienti in stile la profondità in genere non è eccessiva per una vera seduta da conversazione.
Mentre in quelli, sempre classici, ma di gusto "morbido" la seduta può essere profonda e corredata da cuscini di tamponamento.

DIVANI CLASSICI
PREGI
Indubbiamente la particolare "forza" nell'arredare l'ambiente.
L'efficacia anche nelle piccole dimensioni.
DIFETTI
La non sfoderabilità dei più classici.
Ma a questo si è posto rimedio in quanto siamo in grado di proporre dei bei prodotti sfoderabili con dettagli classici.
Nella nostra galleria immagini ne vedrete alcuni veramente ben riusciti.
POLTRONE E POLTRONCINE
In tutti gli stili abbiamo la possibilità di proporvi questi imbottiti. Dalle classiche poltrone bergère a piccole sedute moderne fino a stravaganti realizzazioni

Le considerazioni fatte per i divani valgono anche per questi oggetti.
Sempre a proposito di DIVANI
Naturalmente le definizioni di Classico e Moderno sono riduttive. Ci sono imbottiti (così si categorizzano i divani) che sono qualcosa tra le due. Ne è un esempio il divano nella immagine successiva.

ove si mischiano spunti e lavorazioni classiche a soluzioni moderne.
I tessuti danno carattere a queste soluzioni.
DIVANI – CONSIGLI E CONSIDERAZIONI
Nei moderni in particolare bisogna prestare attenzione alla scelta di composizioni lineari con penisola larga! Spesso il cliente non si rende conto che per stare sdraiato riduce notevolmente i posti a sedere! Forse è meglio abbinare un grande pouff ad altezza seduta per poterlo allontanare quando serve ed ottenere una seduta "ospite" in più.
I divani in pelle raramente sono sfoderabili. Così come in quelli (spesso economici) senza cuscinatura. Bisogna tenere presente che, se una parte si rovina è quasi impossibile sostituirla senza dovere rifarli completamente.
Richiedete sempre tessuti irrestringibili o con prelavaggio.
La struttura del divano deve essere di buona qualità e ben studiata perché sia comodo. Ma il concetto di comodità è molto relativo a come lo si vuole e a chi lo deve 'usare'.
C'è chi vuole stare quasi seduto appoggiando bene la schiena, chi vuole sostenere la testa e chi non vuole penzolare le gambe…
Le risposte a tutte queste esigenze si possono dare con il su misura o un piccolo ma variegato assortimento di soluzioni ergonomiche.
Superato lo scoglio 'comodità' è il tessuto che crea l'emozione di un bel divano.
noi abbiamo molte proposte in questo senso essendo principalmente un negozio di tessuti.
Ora un piccolo sfogo:
Una cosa ovvia, ma che pochi vi dicono: è che il costo di un divano (come di ogni cosa) è sempre ed assolutamente proporzionato alla qualità del prodotto!
ovvero: si acquista in proporzione a quanto si è pagato.
Da noi ((e da quelli come noi) paghi innanzi tutto la qualità e poi design, ricerca, durata, manutenzione, ricambi …
Da altri paghi battage pubblicitario, sedi molto grandi, dipendenti, trasporto dall'estero, cachet di testimonial famosi… E specialmente nelle grandi catene, non stai acquistando in fabbrica!
A questo riguardo potete leggere quanto scritto nella sezione: il senso di questo sito.
Comunque, sappi che compri sempre esattamente quanto paghi!
Anche se chi vende finge sconti mirabolanti… ma solo fino a domenica!
Vi rimandiamo alla galleria dedicata nella quale vedrete alcuni modelli dei divani classici e moderni che trattiamo.
Buona visione.
Divani e imbottiti
un divano comodo, che sta lì ad aspettarti, la sera, la notte e a qualsiasi ora.
proprio dietro al portone di casa.
Ode al divano
due passi e sei arrivato al divano.
due passi e tutto il resto non conta più ed è lontano e senza peso.
ci sei solo tu e il tuo divano…
Il 'salotto' rimane il luogo dove si ricevono gli amici, si dorme, si mangia la torta insomma … si vivono i momenti belli!
quindi anche l'estetica, il comfort e la perfezione nei dettagli è determinante.
Il problema è capire se un divano riuscirà a fare tutto questo per il tempo che desideri o quanto meno per il tempo che ti hanno promesso.
La parola 'divano' è stata abusata. In questo momento c'è molta confusione.
Beato chi se lo fa! o beato chi te l'ha venduto? ma come è fatto? perché costa così poco o così tanto?
Fare un divano "artigianale" non difficile! molti lo fanno, potreste anche voi. Basta prendere del legno assemblarlo a forma di scatola trovare dei fogli di gomma piuma sezionarli ed incollarli per poi rivestire il tutto… ottenendo un qualcosa che sembri un divano!
Gli artigiani veri e le industrie di una certa levatura danno delle forme ben diverse alle strutture cercando ergonomia ed estetica.
Creano dei supporti di seduta con cinghie elastiche molle e materiali specifici.
Le imbottiture non sono un semplice sacco ripieno di gomma, ma strutture complesse con Poliuretani di varie densità avvolti da strati di piuma o di altro poliuretano morbido.
qualunque bravo ed esperto artigiano può realizzare un divano. quello che difficilmente riesce a fare è creare in piccola serie strutture metalliche e imbottiture stampate.
Ecco in cosa si differenzia l'industria e l'artigianato dell'imbottito di alta qualità.
Non è solo una questione di forma. una struttura di un certo tipo riesce a raggiungere forme, ergonomie resistenza e dimensioni difficilmente ottenibili con metodi artigianali.
Nell'immagine seguente capiamo la struttura di un divano industriale che si basa su di un telaio in ferro con agganciati ed inseriti il sedile e lo schienale. L'imbottitura è complessa a strati differenziati per garantire forma confort e resistenza.
notate la quantità di materiali impiegati!

Vi chiederete perché i "beati che se lo fanno" e gli "Svedesi" non producono industrialmente divani di alta qualità a prezzo basso? Perché per quanto in grande scala costano sempre di più di quattro pezzi di truciolato messi insieme.
Una struttura di chaise longue come quella nella immagine seguente non è così semplice da realizzare.

Naturalmente anche i divani costruiti con metodi tradizionali sono degli ottimi prodotti, purché si usino metodi di costruzione e materiali validi e duraturi.
Molto importante è il 'telaio', la struttura. Nei divani artigianali ben fatti è sempre di legno stabile e resistente. Si possono accettare inserimenti di derivati del legno, ma solo in parti di tamponamento.
Nella immagine sottostante vediamo una struttura ben fatta di poltrona a schienale alto e di un divanetto.

Volendo si può "esagerare" come abbiamo fatto noi per un cliente molto esigente, creando una poltrona Bergère completamente con materiali naturali. La struttura su misura è in legno massiccio spinato e incollato, molle di acciaio, paglia tela juta e linaccio fissati a mano per i componenti della imbottitura, per poi rivestirla con un velluto di cotone.

Come si differenziano i divani moderni da quelli classici?
DIVANI MODERNI

Il successo che il divano moderno riesce ad ottenere è dovuto anche alla sua grande praticità, ed alla sua flessibilità d'uso.
I divani moderni hanno sedute più ampie per consentire di assumere posizioni più informali e schienali più bassi per linee di maggiore eleganza. Permettono una grande versatilità di composizioni: si possono infatti, abbinare divani da due e tre posti, o utilizzare gli scenografici divani angolari per spazi più ampi.
Il divano moderno generalmente trova il migliore effetto estetico in grandi dimensioni. Ma specialmente oggi che gli spazi sono decisamente ridotti si tende ad utilizzare un unico elemento che faccia tutto: seduta, relax ed effetto estetico.
Le penisole o Chaise Longue unite al divano con un bracciolo creano composizioni lineari utilizzate in ambienti con spazi relativi.
Meccanismi specifici consentono di avere poggiatesta reclinabili, sedute che si allungano, schienali che si spostano.
Piedini dalla svariate forme corredano i divani moderni. Rendendo "particolari" anche strutture semplici.

DIVANI MODERNI
PREGI
Il divano moderno in tessuto è quasi sempre facilmente sfoderabile.
Si adatta bene a tessuti uniti di nuova generazione facilmente lavabili.
DIFETTI
Richiedono ampie profondità dai 100 ai 120 centimetri!
Alcuni richiedono lo smontaggio dei piedini per la rimozione delle fodere.
Per il resto: nessuno. Se sono ben fatti
DIVANI CLASSICI
Per arredare un soggiorno in stile classico serve soprattutto… classe!
I divani possono essere due o anche di più in base alla grandezza della stanza, devono avere preferibilmente lo schienale ed i braccioli arrotondati.
Potranno essere disposti anche frontalmente, abbinati ad un tappeto caldo ed all'immancabile tavolino da caffè. le poltrone vanno messe in una posizione tale da favorire la conversazione con le persone sedute sui divani.
Che bello se vicino c'è un camino!
tende, colori e accessori devono completare il senso di calore che solo un divano classico sa dare.
Il divano Classico è una cosa difficile da fare bene!
Per ottenere certi risultati è quasi indispensabile che il divano abbia il rivestimento della base e dei braccioli fissi con le dovute pieghe simmetriche e ben realizzate. Questo consente di valorizzarne le forme. Corredandole con profili, passamanerie e dettagli anche in contrasto.

La lavorazione capitonné trova particolare espressione in questo tipo di divani. Sia in pelle che in tessuto.

Il divano classico "deve" essere rivestito con tessuti preziosi o con tessuti di aspetto naturale. Può avere lo schienale intero (unito alla struttura) corredato da una ampia cuscinatura. Oppure il classico doppio cuscino: sedile schienale. Preferibilmente in misto piuma.
Nei divani classici per ambienti in stile la profondità in genere non è eccessiva per una vera seduta da conversazione.
Mentre in quelli, sempre classici, ma di gusto "morbido" la seduta può essere profonda e corredata da cuscini di tamponamento.

DIVANI CLASSICI
PREGI
Indubbiamente la particolare "forza" nell'arredare l'ambiente.
L'efficacia anche nelle piccole dimensioni.
DIFETTI
La non sfoderabilità dei più classici.
Ma a questo si è posto rimedio in quanto siamo in grado di proporre dei bei prodotti sfoderabili con dettagli classici.
Nella nostra galleria immagini ne vedrete alcuni veramente ben riusciti.
POLTRONE E POLTRONCINE
In tutti gli stili abbiamo la possibilità di proporvi questi imbottiti. Dalle classiche poltrone bergère a piccole sedute moderne fino a stravaganti realizzazioni

Le considerazioni fatte per i divani valgono anche per questi oggetti.
Sempre a proposito di DIVANI
Naturalmente le definizioni di Classico e Moderno sono riduttive. Ci sono imbottiti (così si categorizzano i divani) che sono qualcosa tra le due. Ne è un esempio il divano nella immagine successiva.

ove si mischiano spunti e lavorazioni classiche a soluzioni moderne.
I tessuti danno carattere a queste soluzioni.
DIVANI – CONSIGLI E CONSIDERAZIONI
Nei moderni in particolare bisogna prestare attenzione alla scelta di composizioni lineari con penisola larga! Spesso il cliente non si rende conto che per stare sdraiato riduce notevolmente i posti a sedere! Forse è meglio abbinare un grande pouff ad altezza seduta per poterlo allontanare quando serve ed ottenere una seduta "ospite" in più.
I divani in pelle raramente sono sfoderabili. Così come in quelli (spesso economici) senza cuscinatura. Bisogna tenere presente che, se una parte si rovina è quasi impossibile sostituirla senza dovere rifarli completamente.
Richiedete sempre tessuti irrestringibili o con prelavaggio.
La struttura del divano deve essere di buona qualità e ben studiata perché sia comodo. Ma il concetto di comodità è molto relativo a come lo si vuole e a chi lo deve 'usare'.
C'è chi vuole stare quasi seduto appoggiando bene la schiena, chi vuole sostenere la testa e chi non vuole penzolare le gambe…
Le risposte a tutte queste esigenze si possono dare con il su misura o un piccolo ma variegato assortimento di soluzioni ergonomiche.
Superato lo scoglio 'comodità' è il tessuto che crea l'emozione di un bel divano.
noi abbiamo molte proposte in questo senso essendo principalmente un negozio di tessuti.
Ora un piccolo sfogo:
Una cosa ovvia, ma che pochi vi dicono: è che il costo di un divano (come di ogni cosa) è sempre ed assolutamente proporzionato alla qualità del prodotto!
ovvero: si acquista in proporzione a quanto si è pagato.
Da noi ((e da quelli come noi) paghi innanzi tutto la qualità e poi design, ricerca, durata, manutenzione, ricambi …
Da altri paghi battage pubblicitario, sedi molto grandi, dipendenti, trasporto dall'estero, cachet di testimonial famosi… E specialmente nelle grandi catene, non stai acquistando in fabbrica!
A questo riguardo potete leggere quanto scritto nella sezione: il senso di questo sito.
Comunque, sappi che compri sempre esattamente quanto paghi!
Anche se chi vende finge sconti mirabolanti… ma solo fino a domenica!
Vi rimandiamo alla galleria dedicata nella quale vedrete alcuni modelli dei divani classici e moderni che trattiamo.
Buona visione.
Parati- Rivestimenti murali
PREMESSA
Avete visto qualche Film degli anni Settanta?
I muri bianchi erano spariti! ricoperti da coloratissime carte da parato simboleggianti la voglia di modernità di colore e perché no allegria.
Sono poi apparse ridicole e esagerate! Sono state rimosse e dopo la sbornia di colore si è tornati al rigore al neutro… fin troppo!
Naturalmente parliamo del comune della normalità, delle scelte di massa.
Nelle case classiche ci sono sempre stati parati importanti; alternati a stucchi e decorazioni.
Ora si è in una fase "di mezzo" il parato è tornato più che altro su singole pareti, angoli importanti e nicchie preziose, prettamente con soggetti "interi" non ripetitivi.
Ma anche questa tendenza sta cambiando. L'inflazione di produttori di parati digitali sta portando la scelta architettonica sia su rivestimenti murali di pregio che sul "completamento" dell'arredo con tessuti e tappeti stampati in coordinato ai parati; che purtroppo però non sono alla portata di tutti.
Cerchiamo di Capire questo mondo.
Potreste consultare Wikipedia che vi dirà tutto, ma non proprio tutto quanto ci interessa veramente.
Che tipologie di Parato troviamo sul mercato? Cosa fa la differenza di costo tra un prodotto e l'altro? Quanto costano?
Parati in stampa continua.
Sono quelli a rotolo, in tinta unita o con disegno ripetitivo.

Prodotti in grande serie e generalmente già pronti nel magazzino del fornitore. Per il nostro mercato (con soffitti dai 270 ai 300 cm) i rotoli sono generalmente lunghi 10,05 metri e di varie larghezze dai 50-70 ai 110 cm circa. Con ogni rotolo si possono ottenere 3 teli e quindi rivestire dai 150 ai 330 centimetri di parete. Per una parete "standard" servono dai 2 (per quelli larghi) ai più comuni 3 rotoli. Alcuni produttori offrono Set di 2 rotoli (A+B) per ripetere meno il disegno ed averlo più simile ad un soggetto intero, ma comunque ripetitivo.
I disegni o motivi devono essere sempre posati senza far vedere le giunte. Anche in alcune "apparenti" tinte unite c'è un rapporto di disegno che va rispettato.
- I parati a soggetto unico
Ricalcano l'idea del Poster degli anni Settanta.


Ai tempi ne abbiamo proposti e venduti molti. Si vendevano in un tubo di cartone. Il cliente sceglieva la misura pressappoco più adatta e se li portava via dal negozio così come erano, per poi adattarli alla parete. Avevano soggetti un po' così… erano quasi sempre fotografie stampate con la spiaggia, il mare, la palma tropicale, il cavallo, New York…
Ora si trovano in Kit in formati stabiliti dal produttore; Ad esempio: 180×280/300, 200 x 280/300, 300 x 280/300, 400 x 310 ed altre misure. A volte sono raccordabili. Ovvero, per completare la parete, si possono affiancare. Però ripetendo il disegno, ma molto meno rispetto ad un parato in rotoli continui.

- I parati a soggetto unico personalizzabile
La tecnologia ha reso più avvicinabile ad un investitore l'acquisto di macchinari per la Stampa Digitale. Ha quindi generato la nascita di molte aziende produttrici di parati realizzabili su misura. Pezzo per pezzo.
Si parte o da un soggetto grafico "intero" non modificabile ma solo proporzionabile, come una fotografia che potete fare stampare ingrandendola o rimpicciolendola tagliando delle parti.
Oppure, molto spesso, si parte da un soggetto grafico a "livelli". Ogni livello è una immagine "scontornata" spostabile e modificabile nella dimensione ed anche colore, che viene "appoggiata" ad una di fondo anch'essa modificabile. Immaginate di avere sulla vostra scrivania delle fotografie "ritagliate e svuotate" e di poterle modificare nei colori e disporre come volete su di un fondo… cosa facile da capire a chi conosce Photoshop. Questo lavoro viene eseguito di volta in volta da personale dedicato, che ha quindi un costo.
Ogni volta si realizza un progetto grafico per approvare il disegno ed i colori con relativa simulazione da una immagine dell'ambiente del cliente o dal render del fornitore degli arredi. Al quale in genere segue un campione per l'approvazione.

Il progetto viene corredato da un display di disposizione per la posa.

Il display serve perché anche questi parati sono in rotoli; o meglio, singoli rotoli numerati, della dimensione stabilita in fase di progetto, da posare in un ordine ben preciso.
Anche per questi la posa deve sempre essere fatta senza far vedere le giunte. Meglio la faccia un professionista. Se si fanno danni si può ristampare il singolo foglio danneggiato. Al contrario delle composizioni a blocchi, ove si deve ricomprare tutto il Kit.
Nota: Per tutti i parati è fondamentale il soggetto. L'interesse delle migliori aziende è rivolto principalmente ad accaparrarsi la collaborazione con Designer Grafici e veri artisti che realizzano creazioni elaborate, frutto di studio e particolare creatività. Creazioni protette da Diritto d'Autore, ovviamente costoso a seconda dell'autore.
- Rivestimenti murali

Sono si dei parati, ma costituiti dalla sovrapposizione di "materiali" su fondi di sostegno. Tra questi troviamo le paglie, le sete, e le lavorazioni "particolari" del vinilico. Possono essere solo "materici" od avere delle stampe sovrapposte. Ne vedrete nella sezione Vedere di questo capitolo.
Tra i rivestimenti murali proponiamo fantastici prodotti con i quali possiamo fare posizionare manualmente dei rivetti rotondi o quadrati dai vari colori e finiture, a formare un disegno unico e irripetibile per la vostra parete.

Molto spesso questi rivestimenti lasciano volutamente vedere le giunte tra un telo e l'altro. Non è un difetto, ma un effetto cercato, voluto, ed anche inevitabile per certi materiali a trama orizzontale.

I PRINCIPALI FONDI DI STAMPA DIGITALE
Tutti i produttori possono stampare lo stesso disegno su fondi diversi. Attenzione però che la resa cromatica non è sempre la stessa.
Si distinguono per materiale del retro e della parte frontale, peso- grammatura. Hanno costi molto diversi. Possono essere:
- Cellulosa (carta) avanti e dietro.
In genere leggera ed economica. Dal frontale liscio senza trama. Copre poco le irregolarità della parete che deve essere preferibilmente molto levigata. È di posa più difficile, sensibile allo strappo e non lavabile. Il Photowall (così e chiamato questo tipo di parato) non è un buon prodotto. Costa solo poco. Il peso è intorno ai 150 gr al mq.
- Retro e fronte in Tnt
Totalmente in Tessuto non Tessuto. Adatta agli ambienti interni, presenta una superficie regolare, liscia e uniforme al tatto e alla vista. Robusta, stabile e di posa più facile. Anche la copertura di fondi non rasati è migliore. Il peso è intorno ai 190 grammi al mq.
- Retro in TnT e fronte in Vinilico
Consiste in un supporto formato da due strati: il lato superiore stampabile, in vinile, e sul retro un foglio di TNT (tessuto non tessuto) che conferisce elevata stabilità dimensionale durante le fasi di applicazione e asciugatura del prodotto, oltre che estrema facilità di montaggio e di eventuale rimozione dello stesso. Il vinilico si presta ad ottenere effetti corrugati o simili al tessuto. In una di queste l'effetto è quello della tela di un quadro, riuscendo a restituire una soluzione ad alto valore estetico. La sua particolare texture garantisce un ottimo risultato in termini di ricchezza di dettagli e colori e la rende gradevole al tatto e alla vista. Queste sue caratteristiche la rendono ideale per le applicazioni su pareti, soffitti o complementi d'arredo, sia per uso abitativo, che per il contract e ambienti pubblici. La copertura è ottima anche su superfici non perfettamente levigate. Il peso è intorno ai 350 grammi al mq.
- Retro in TnT fronte con effetti particolari
Ad esempio, la nostra Golden Age è una carta da parati con superficie in vinilico laminato oro e retro in TNT. Questo supporto è estremamente piacevole al tatto per via dell'effetto rilievo generato dal processo di goffratura che riproduce una trama tessile. Grazie alle sue caratteristiche è adatto alle applicazioni in ambienti interni, sia per uso abitativo, che per il contract e ambienti ad uso pubblico. Peso intorno ai 360 grammi al mq
- Fibra di vetro
Fiberglass è un supporto realizzato in fibra di vetro, che presenta al tatto un effetto vellutato. Ideale per le zone umide e a contatto con l'acqua, questo supporto è stato pensato per essere applicato dove non te lo aspetti: bagni, docce, pareti esterne, schienali per cucine, pavimenti.
La fibra di vetro assorbe le resine protettive, che vanno necessariamente applicate (in due fasi) dopo la posa sulla parete. Robusta e particolarmente adatta in ambienti umidi e soggetti ad essere bagnati. A parità di soggetto la resa grafica dei colori è diversa rispetto agli altri fondi. Anche per questo è bene ordinare il campione di verifica. Il fondo in fibra di vetro ha un costo decisamente maggiore degli altri. Sia per il materiale stesso che per la posa da effettuarsi in due fasi, non nello stesso giorno.
Il peso varia dai 200 ai 300 grammi al mq.
Nota: alcuni applicano dei rivestimenti protettivi sia sulla carta semplice che sul vinilico. Sembra che funzioni. Ma in ambienti come docce od all'esterno è raccomandabile la fibra di vetro.
- Pvc e Cotone Fonoassorbente
È un prodotto strutturato con base in PVC plastificato e cotone. Studiato per ottenere un miglior confort acustico negli ambienti. Riduce il riverbero e assorbe l'effetto eco migliorando la qualità acustica dell'ambiente. La capacità assorbente permette di ridurre sensibilmente i rumori provenienti dall'esterno. Non fa miracoli ma è di grande aiuto. Richiede un fondo completamente liscio e privo di irregolarità. Necessita di un suo specifico collante fornito con il materiale. Il peso è intorno ai 770 grammi al mq.
. Possiamo proporvi anche un
- Tessuto adesivo
Non è una carta ma è assimilabile alle Carte da Parato.
Si chiama Cover. È un tessuto al 100% di poliestere con un lato adesivo. Riposizionabile, utile per rivestire tutte le superfici lisce non assorbenti come porte e ante degli armadi. Non è indicato per le pareti murarie. La tecnologia bubble free di cui è dotato ne facilita l'applicazione. Il peso è di 170 grammi al mq.
IL NOSTRO ASSORTIMENTO
È infinito! si va da uniti basici a stampe geometriche, floreali e complesse. Si ispirano a nazioni come il Giappone, l'India e la Cina che secoli addietro ha inventato il rivestimento murale. Al colonialismo britannico od alla modern art. Tante epoche e tanti stili.
Tra le nostre proposte si distinguono i Parati in stile Inglese Classico e contemporaneo: Sanderson, Lewis & Woods,1838 Wallcoverings, Morris&Co, Cole&Son distributore del marchio Fornasetti e Philipp Plein. Gli Spagnoli della Tres Tintas e Coordonnè. Il nordico Elie Saab e gli Italianissimi Trussardi, Lamborghini e Versace. Atri brand sono Romo e Texam. Di quest'ultima sono molto particolari i vinilici ad effetto bruciato.
I campionari sono a vostra disposizione in negozio. Vedrete delle immagini nella sezione Vedere.
Atri brand sono Romo e Texam. Di quest'ultima sono molto particolari i vinilici ad effetto bruciato.
I campionari sono a vostra disposizione in negozio. Vedrete delle immagini nella sezione Vedere.
I COSTI
I nostri rotoli basici, di buona qualità, da 53 cm x 10,05 mt costano all'incirca da 45,00 a 90,00 € cadauno.
I rotoli di Design in genere più larghi ed in vinilico hanno costi decisamente maggiori, anche dai 100,00 ai 300,00 € ed oltre ognuno, per prodotti particolari.
I Parati in stampa digitale hanno costi dai 68,00 ai 130,00 € al mq. Iva compresa.
La Fibra di vetro per interni costa dai 110,00 ai 200,00 € al mq. fino ai 250,00€ al mq per gli esterni
in conclusione, la scelta dei parati dipende da:
Materiale di fondo. Materiale di rivestimento. Peso. Finitura. Grafica. Brand. Progettazione e modifiche. E non ultimo il metodo di fatturazione.
Questi parati in alcuni casi si acquistano pagando la quadratura necessaria più le tolleranze di almeno 5 centimetri per lato. Altri, quasi tutti, si acquistano pagando in larghezza il multiplo della larghezza del rotolo di stampa ed in altezza la misura effettiva più la tolleranza.
Facciamo un esempio: Parete da coprire cm 380 x 270 tolleranza +10+10 totale cm 390 x 280
Con la fatturazione al mq. effettivo si pagheranno 10,92 mq
Con la fatturazione a rolli di misura (ad esempio) 62 cm si pagheranno cm 434 (62 x7 teli) x 280 pari a mq 12,15!
Anche per questo, con la logica spiegata nel capitolo "il senso di questo sito" ovvero "vendo come se stessi acquistando per me stesso", è bene rivolgersi a noi, che sapremmo orientarvi sulla scelta più razionale del produttore più Smart…
Naturalmente se il soggetto è gradito. Altrimenti il consiglio è: scelga quel che piace.
Diversamente è un acquisto sbagliato!!!
COME ACQUISTARE
Prima di tutto bisogna stabilire un Budget.
Stando su parati standard a rolli o sugli stampati digitali in vinilico, la vostra parete, ad esempio di 10 mq, può essere realizzata con una spesa che varia dai 200,00 ai 1.300,00 euro. Posa esclusa.
I parati in rolli ed i rivestimenti murali sono visibili e toccabili con mano tra i molti campionari che possiamo mettervi a disposizione.
Per le stampe digitali l'ideale è trovare una grafica che vi piace selezionandola tra i campioni "toccabili e con i colori ben visibili" tra i molti che possiamo mettervi a disposizione in negozio. Per poi vederla su di un monitor di grande dimensione avendo la consulenza di chi ne ha posati, ed ha il senso del prodotto finito. Per immediatamente ottenere un preventivo, farsi fare un successivo campione reale che riproduce in scala od in dimensione effettiva una parte del disegno. Ed infine poter contare su di un venditore con un servizio di posa affidabile, competente e veloce, che in caso di errori si faccia carico della eventuale sostituzione.
Certamente può non essere piacevole passare ore in negozio alla ricerca del soggetto che è comunque sempre soggettivo. Può essere utile fare una prima scrematura.
Magari evitando di discutere animatamente con il/la partner su soggetti, colori e significati reconditi …
Che poi la vendita ci diventa una scommessa su a quale partner dare ragione…
Potreste cercare nella nostra sezione Vedere, ma è volutamente non ricca in quanto troviamo più utile suggerirvi di consultare i siti di alcuni produttori affidabili dei quali siamo rivenditori autorizzati. Selezionare quello che più vi piace e poi consultarsi per un eventuale acquisto on line o, meglio, in negozio dove filtreremo, in base ai canoni citati, per costruire il vostro parato perfetto!
In alcuni di questi siti potrete trovare anche prodotti in stampa digitale coordinabili od acquistabili singolarmente, come tappeti, tessuti, tende morbide od a rullo. Ma ribadiamo non accontentatevi di un sito. Vedere dal vero lasciarsi consigliare e toccare con mano è impagabile.
Di seguito i Links in ordine rigorosamente alfabetico, con alcuni suggerimenti:
Soggetti vari tra i quali spiccano gli animali Inglesi e le Scalinate. Tessuti coordinati
INSTABILELAB
Soggetti vari moderni con tessuti e tappeti coordinati
Soggetti moderni e tappeti coordinati
Soggetti moderni e tappeti coordinati
https://www.li-pra.com/catalogo-wallpaper/
soggetti moderni e pavimenti coordinati
https://www.rimura.com
Soggetti vari ad un costo molto interessante
https://www.scaglioni.it/main/prodotti/tessuti-murali-wall-coverings
Soggetti moderni e tende a rullo coordinate
TRES TINTAS
https://trestintas.com/
Molti soggetti particolari con la facile possibilità di cambio colori.
Abbiamo anche i prodotti di altri Brand. Basta chiedere.
Buona visone del nostro Vedere, e buona ricerca nel Web.
I Complementi
…Suoniamo il campanello, ci presentiamo e chiediamo permesso.
Puliamo le scarpe sullo zerbino perfettamente stabile ed entriamo.

Se c'è una scala ci appoggiamo al corrimano per sentirci più sicuri e non sporcare la parete

Il nostro ospite ci invita ad accomodarci sul divano accendendo la lampada d'atmosfera con il paralume coordinato ai cuscini.
Conversiamo appoggiando la tazza del caffè sul tavolino, ammirando dei fiori o degli oggetti.
Veniamo colpiti anche dai dettagli di finitura delle tende, dalle passamanerie del divano antico o dai fiocchetti sulle chiavi, dai colori particolarmente moderni.
in conclusione, i complementi d'arredo sono importanti specialmente se ben integrati nell'ambiente e non semplicemente un qualcosa 'buttato lì' di grande serie.
A volte si ha ' timore ' a rivolgersi a qualcuno per una piccola cosa o non si sa proprio dove cercarla, o chi te la possa realizzare.
Noi nasciamo per completare le case non solo costruirle da nuovo; Per cui siamo lieti di fornirvi oggetti complementari e servizi su misura, senza sentirci sminuiti per avere fornito uno zerbino o un fiocchetto per chiave.
Vediamo in dettaglio questi oggetti:
PASSAMANERIE E BORDI
È un campo vastissimo! Possiamo realizzarvi la vostra passamaneria su misura nella dimensione tipologia e colore.

Le passamanerie e i bordi sono realizzati con macchine specifiche montate a mano. Basta (per modo di dire…) cambiare i fili ed il prodotto si realizza.

I fiocchi chiave ed altri accessori vengono invece quasi totalmente costruiti a mano. Tanto è che la maggior parte della produzione di serie è realizzata, sotto la guida di esperti, in paesi dove la mano d'opera ha costi inferiore ai nostri. Abbiamo disponibili molti prodotti di serie e possiamo come sempre realizzare il su misura.
Consigli e raccomandazioni
Le passamanerie sono una gran bella cosa, ma la maggior parte di esse non sono lavabili. Raccomandiamo di tenerlo presente specialmente per cuscini e complementi che si desidera mantenere ben puliti.
CORRIMANO e CORDONI per scale.
Il corrimano classico viene prodotto dal Fabbro. I corrimano che trattiamo noi sono derivati dai sistemi per tende, con specifici supporti ed accessori.
Il corrimano può essere un tubo di metallo o un palo di legno entrambi in varie finiture. Il finale un tappo od un pomello.
Per il palo generalmente si usano il diametro 30 o 35 mm.
Il corrimano può essere anche un cordone di passamaneria. Possiamo fornirlo in qualunque diametro (generalmente 25-30-35 millimetri) nei colori "classici" di serie o
completamente personalizzato.

Il terminale del cordone può essere un tappo metallico o, meglio, per decorare un fiocco con frange o un nodo da alcuni chiamato Nodo Salomone.
Consigli e raccomandazioni
Per un corrimano "vero" da appoggio, raccomandiamo di scegliere i supporti "curvi" studiati per far passare le mani senza impattare il supporto dritto
Il cordone non è un supporto affidabile! Bascula ed è pericoloso appoggiarsi, è prettamente un elemento decorativo.
ZERBINI
Noi trattiamo zerbini intagliati o stampati.
Esistono in Cocco naturale o colorato

Oppure in materiale sintetico.

Consigli e raccomandazioni
Non fidatevi di quelli stampati a basso costo. Sono realizzati tramite stampa che dura pochissimo. Altro….
PARALUMI
Non eseguiamo rifacimenti di paralumi. Per questo ci sono artigiani più bravi ed attrezzati di noi.
Con alcuni dei nostri tessuti, oltre ad eseguire tende, imbottiti e complementi realizziamo una serie di paralumi adatti sia a piantane che in sospensione

Li realizziamo di forma tonda e solo nelle seguenti misure:
Diametro Altezza
20 X 20
25 X 24
30 X 27
35 X 30
40 X 33
Potete configurarli e scoprirne i prezzi al seguente link:
www.bellerishop.it/prodotti_2/?s=20004&p=90027&dow=30
troverete anche alcune piantane per paralume.
È una parte complessa del nostro sito: www.bellerishop.it
Chiamateci vi aiuteremo!
Quindi, se cercate un complemento, non esitate ad interpellarci anche per una apparentemente "piccola" cosa.
Come per tutto il sito nella sezione VEDERE troverete alcune immagini in ordine 'sparso' non perfettamente logico.
Scusateci! il materiale è molto e lo spazio poco.
Buona visone
Design impeccabile
Prodotti su misura
Personalizza in base alle tue esigenze
Esplora il nostro sito. Scoprirai la nostra passione e filosofia, trattandoti come una persona, non un semplice consumatore.











